La lettera del ministro a Quotidiano: «Soprintendenza a Lecce, una scelta obbligata»

Martedì 26 Gennaio 2016

Sulla riorganizzazione delle Soprintendenze ai beni archeologici, ambientali e paesaggistici, il Quotidiano oggi in edicola pubblica una lettera inviata al giornale dal ministro dei beni culturali e ambientali Dario Franceschini.

Gentile Direttore, ho letto sui giornali l’ampio dibattito che sta suscitando la riorganizzazione territoriale del Ministero dei beni culturali. Mi preme sottolineare che il nuovo assetto non indebolirà minimamente l’azione di tutela. A cambiare è l’organizzazione territoriale del Ministero che è stata ridisegnata, in tutta Italia, tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale, della dimensione dei territori e della presenza di altri uffici dirigenziali su una stessa area.

Nessun indebolimento. Grazie a questo intervento, anzi, si rafforzano i presidi di tutela, soprattutto quelli archeologici, che passano da 17 a 39, e si semplifica il rapporto tra cittadini e amministrazione.

Le nuove Soprintendenze “Archeologia, Belle Arti e Paesaggio” rappresenteranno, infatti, il Ministero con una sola voce e verranno strutturate in aree funzionali per garantire una visione complessiva dell’esercizio della tutela e assicurare la presenza di tutte le professionalità dei beni culturali.
Ciascuna Soprintendenza costituirà un riferimento univoco per la valutazione di tutti gli aspetti di ogni singolo progetto, dalla tutela dei beni archeologici fino all’impatto paesaggistico, passando per le valutazioni di carattere artistico e architettonico.

Ad un’unica domanda corrisponderanno un unico parere e un’unica risposta. Un notevole passo avanti che avrà effetti positivi anche per Taranto, il cui interesse del Governo – e a parlare sono i provvedimenti messi in campo – è altissimo e non viene certo ridotto dall’aver individuato la sede legale della nuova Soprintendenza unica nella città di Lecce.

Una scelta obbligata, dato che se si fosse individuata Taranto, ne sarebbe uscito un quadro squilibrato, con due dirigenti del Ministero di seconda fascia nella vostra città e nessuno a Lecce, che oggi ne ha uno, il soprintendente Belle Arti e Paesaggio e uno ne mantiene, come Taranto che ha la direttrice del Marta (il Museo archeologico nazionale di Taranto).
La città di Taranto, peraltro, manterrà comunque una sede operativa della Soprintendenza i cui funzionari archeologi potranno, ovviamente, lavorare in stretto dialogo appunto con il Museo archeologico nazionale di Taranto. Una sinergia che avrà effetti positivi per rilanciare con forza la vocazione culturale e turistica della vostra splendida città.
Dario Franceschini

Ultimo aggiornamento: 11:33