Salvemini: «Siamo pronti al ricorso Il mio pensiero ora va ai sacrifici dei cittadini»

Salvemini: «Siamo pronti al ricorso Il mio pensiero ora va ai sacrifici dei cittadini»
di Stefania DE CESARE
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 14:58

«Sanato i buchi dell'amministrazione precedente. Pronti a fare ricorso. Il mio pensiero va ai concittadini che già da due anni subiscono gli effetti del risanamento».
La notizia della bocciatura del piano di riequilibrio finanziario è una doccia fredda per il sindaco Carlo Salvemini. Un provvedimento amaro e inaspettato, soprattutto alla luce della complessa e difficile manovra di risanamento pluriennale, approvata nel 2019, con cui l'amministrazione sperava di salvare il Comune dalla bancarotta. E, invece, adesso potrebbe aprirsi la strada del dissesto.


«Dopo ben 36 mesi, e nonostante il parere favorevole della Commissione per la Finanza Locale del Ministero degli Interni ha dichiarato Salvemini in una nota stampa -, riceviamo questa decisione con la quale si dichiara che la manovra di risanamento pluriennale presentata per scongiurare il rischio del dissesto non risulta proporzionata alle problematiche finanziarie esistenti ed idoneo al risanamento finanziario dell'Ente. Oggi vale la pena di ricordare che proprio le situazioni il cui risanamento la Corte ha ritenuto di maggiore problematicità venivano definite inesistenti nel 2019 da chi ci aveva preceduti al governo della città».

I giudici hanno ritenuto la cura salveminiana insufficiente rispetto alla grave situazione delle casse pubbliche. «A nulla è valso per i magistrati contabili aver provveduto al riconoscimento di debiti fuori bilancio per sentenze precedenti il 2017 per oltre 15 milioni di euro, grazie anche a transazioni che hanno assicurato risparmi milionari al Comune; garantire il regolare pagamento dei debiti commerciali con riduzione dei tempi di attesa per fornitori di beni e servizi; aver migliorato la cassa dell'Ente con la restituzione dell'anticipazione di tesoreria e riduzione degli interessi passivi ha ribadito il sindaco -. Nonostante il Comune sia chiamato ogni anno ad accantonare per rientri da disavanzi e fondi crediti dubbia esigibilità circa 25 milioni di euro, sottraendoli al finanziamento della spesa per servizi. Nonostante la crisi economica e sociale più grave del dopoguerra che ha colpito pesantemente tutti i Comuni. Nonostante la difficoltà di garantire il funzionamento della macchina amministrativa con oltre 350 dipendenti in meno di quelli previsti per i Comuni delle nostre dimensioni».
La Giunta è pronta a impostare il ricorso alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti entro i 30 giorni previsti ma nel frattempo cresce la preoccupazione per le sorti di Lecce e dei suoi cittadini che potrebbero veder schizzare le tasse ai livelli massimi consentiti dalla legge. «Il mio pensiero va ai dipendenti Comunali che nonostante tutte le difficoltà lavorano ogni giorno per dare servizi alla città e progetti per il futuro ha sottolineato Salvemini -. Al personale dell'ambito territoriale di Lecce che vive la preoccupazione della stabilizzazione. Ai dipendenti della Lupiae che si misurano con i sacrifici loro imposti da un concordato preventivo in continuità. Ai miei concittadini che per la situazione di fragilità economica finanziaria del Comune già da due anni subiscono gli effetti del risanamento per effetto dell'applicazione al massimo della pressione fiscale. E anche al modo con il quale per tanti anni le casse del Comune sono state trattate. Producendo una mole di criticità che abbiamo assunto l'impegno di rimuovere con adeguati strumenti, nell'interesse della città e delle generazioni future».
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