Sì del giudice alla Procura: arresti per altri tre indagati

Sì del giudice alla Procura: arresti per altri tre indagati
Aggravamento della pena concessa dal Riesame per le richieste avanzate dalla Procura in appello. E agli arresti finiscono altri tre indagati.
Il Riesame si è espresso anche per Monica Durante e Diego Monaco, che così passano dall'obbligo di dimora ai domiciliari. E dice sì al carcere anche per Andrea Santoro, 28enne leccese, in cella per scontare una condanna per droga. Il giudice Giovanni Gallo, nell'ordinanza per l'inchiesta sul mercato degli alloggi popolari, gli aveva applicato gli arresti domiciliari con l'accusa di aver fatto parte della spedizione punitiva con pestaggio e minacce con due pistole contro l'uomo che denunciò il sistema di occupazioni abusive. Il giudice aveva tuttavia ritenuto che Santoro (difeso dall'avvocato Pantaleo Cannoletta) non avesse materialmente partecipato al pestaggio, ma che facesse comunque parte della spedizione. Il Riesame però ha dato ragione ai giudici Roberta Licci e Massimiliano Carducci, titolari dell'inchiesta.
Il Riesame, come detto, ha accolto anche l'appello per Monica Durante e Diego Monaco, inizialmente tenuti fuori dall'accusa di associazione per delinquere richiesta invece dall'accusa. Monica Durante, 42 anni di Lecce (difesa dall'avvocato Giuseppe De Luca), era stata colpita dalla misura di obbligo di dimora nel Comune di Lecce, considerata dagli inquirenti «capobanda degli amici di Pasqualini per gli assegnatari illegittimi degli alloggi di via Potenza. Collettore di voti per Pasqualini e Monosi, nonché referente di Monosi per calmierare le agitazioni degli assegnatari». Il nome della Durante è legato anche a quello di Monia Gaetani - per la quale non è stato invece accolto l'appello per l'inasprimento della misura cautelare con il riconoscimento dell'associazione a delinquere - già in obbligo di dimora. La Gaetani insieme con Diego Monaco sarebbero per l'accusa «rappresentanti di gruppi abusivi e referenti per gli altri associati - tra i quali Antonio Torricelli (ex consigliere comunale agli arresti domiciliari), Monosi e Pasquale Gorgoni (dirigente comunale) - per l'acquisizione di consensi elettorali e la raccolta di voti in cambio della illecita sanatoria degli alloggi occupati».
C'è poi la posizione di Diego Monaco, 38 anni, di Lecce, difeso dall'avvocato Umberto Leo). Il Riesame ha detto sì ai domiciliari (era in obbligo di dimora). Il giudice Gallo ne aveva già respinto la richiesta di arresto. Di lui se ne trova traccia nella penultima delle 798 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare dove il giudice rigetta gli arresti chiesti anche per Raffaele Guido, Giuseppe Nicoletti, Giuseppe Naccarelli (dirigente comunale) e Rosario D'Elia, detto Andrea, per il quale invece è stato rigettato l'appello (non è ancora chiaro se per mancanza di indizi o di esigenze cautelari).
Le misure restano tuttavia sospese - per gli indagati per i quali è stato accolto l'appello dal Riesame - fino a decisione definitiva della Cassazione.
F.Soz.
 
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Sabato 13 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:36