Scuole, una segnalazione ogni tre giorni: «Una legge sulla tenuta degli edifici»

Mercoledì 3 Aprile 2019
Calcinacci

Un manifesto in nove punti per una proposta di legge sulla sicurezza degli istituti scolastici. Cittadinanza Attiva e Save the Children lo hanno presentato ieri presso la sala stampa della Camera dei Deputati snocciolando i numeri su un problema che abbraccia l'intero territorio nazionale. In Italia ci sono 17.187 edifici scolastici che si trovano in aree con una pericolosità sismica alta (zona 1) o medio-alta (zona 2), mentre circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni vivono in province in tutto o in parte rientranti in queste aree.
Un concetto ribadito dalle due organizzazioni per evidenziare come il tema dell'insicurezza delle scuole non riguardi le sole aree a rischio sismico. Basti pensare - specificano in una nota - che solo il 53,2% degli edifici scolastici in tutta Italia possiede il certificato di collaudo statico e il 53,8% non ha quello di agibilità o abitabilità e che dall'inizio dell'anno scolastico 2018-2019 ogni tre giorni si sono registrati episodi di distacchi di intonaco e crolli (47) all'interno di edifici scolastici. Un vero e proprio record degli ultimi 5 anni, per un totale di oltre 250 episodi dal 2013. L'insicurezza delle scuole ha provocato, a partire dal 2001, 39 giovanissime vittime. «In ricordo di queste giovani vittime e perché queste tragedie non si ripetano» Cittadinanzattiva e Save the Children hanno chiesto ai parlamentari di tutti gli schieramenti di depositare e discutere in Parlamento una proposta di legge «che superi l'attuale frammentazione normativa e garantisca a studenti, personale docente e non docente spazi sicuri e protetti dove poter apprendere o lavorare senza rischiare la propria vita». Il manifesto in nove punti sottolinea come da un lato sia un diritto fondamentale per bambini, insegnanti e personale non docente quello di frequentare strutture sicure, ricevere una piena informazione, partecipare ai temi della sicurezza scolastica in prima persona. Dall'altro - è evidenziato - non si può invece prescindere da una definizione chiara di competenze e responsabilità sull'argomento e dal garantire un supporto tecnico permanente a favore di enti locali. Il manifesto spiega anche come sia fondamentale il superamento dell'attuale frammentazione delle fonti di finanziamento per la sicurezza delle scuole, la creazione di una vera e propria cultura della prevenzione e della sicurezza e misure di sostegno per i bambini e i ragazzi coinvolti nelle emergenze.
In Puglia un'indagine su incuria e crolli è stata effettuata lo scorso autunno da Uds monitorando 31 scuole superiori salentine. È emerso che in nove scuole le palestre sono chiuse e inagibili; in otto bagni chiusi; in due incuria generale; in dieci gravi infiltrazioni d'acqua; in due il crollo di parti di muratura. E in un altro studio di Cittadinanzattiva su 94 edifici salentini (53 a Lecce), tra scuole d'infanzia e scuole primarie, evidenziati numeri sconfortanti: agibilità solo per 10 istituti. I monitoraggi sui solai sono stati effettuati solo in sette scuole, a fronte di sole 14 richieste. Nel Tarantino nella recente ricognizione preliminare dello stato di conservazione sono stati monitorati 56 istituti scolastici e in quasi tutti erano previsti interventi.
Per Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, «una proposta di legge che veda al centro, tra i vari elementi, la partecipazione dei cittadini per la messa in sicurezza, la ricostruzione e costruzione di nuovi edifici scolastici, può diventare un terreno di impegno comune per organizzazioni civiche, comitati e istituzioni». Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children, ribadisce la necessità di «una legislazione che possa integrare e riordinare l'attuale normativa, frammentaria e incompleta, e mettere al centro il diritto dei bambini a una scuola sicura in senso strutturale e antisismico, ma anche confortevole e priva di barriere architettoniche, e il diritto delle famiglie a una piena informazione sulla condizione degli edifici che i loro figli frequentano».

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