Lezioni (anche) d'estate? Il 30% delle superiori dice di no

Lezioni (anche) d'estate? Il 30% delle superiori dice di no
di Maddalena MONGIÒ
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Lunedì 24 Maggio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:02

Scuola d’estate? “No grazie”, dal 30 per cento delle scuole superiori salentine principalmente per l’indisponibilità degli studenti di “chiudersi” a scuola dopo i mesi duri della pandemia. Ora si torna a una quasi normalità e la voglia prevalente è quella di ritrovare la socialità. In più i dirigenti scolastici si sono confrontati anche con la difficoltà di trovare disponibilità, da parte del personale Ata, di impegnarsi nei mesi estivi con lavoro extra. A disposizione delle scuole del Salento, 2,2 milioni da impiegare per attività da sviluppare nei mesi estivi, ma più consistenti fondi arriveranno dai Pon con cui i progetti potranno essere finanziati fino a 100mila euro. Su questa seconda partita si è mossa la gran parte delle scuole salentine, qualcuna anticipando qualche attività in estate.

L'assessore

E dietro l’angolo, per le scuole superiori del Salento, c’è anche la possibilità di attuare la Scuola dei mestieri a cui l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Sebastiano Leo, apre virtualmente la porta: «È prevista dal Decreto sostegni bis. Ne ho discusso nei giorni scorsi con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e certamente sarà un’opportunità che daremo ai nostri studenti. La dotazione è bassa, ma è importante favorire una maggiore integrazione tra il sistema delle politiche attive del lavoro e il sistema industriale nazionale. Un’integrazione a cui la Regione Puglia ha sempre lavorato». La Scuola dei mestieri può contare su un fondo, di 20 milioni di euro per il 2021, istituito con il Decreto sostegni bis. Entro il 20 luglio, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, saranno individuati i criteri e le modalità di applicazione della misura e di utilizzo delle risorse.

I dirigenti

Giovanni Casarano, presidente di Anp Lecce e dirigente scolastico del Lanoce di Maglie e Otranto, puntualizza: «Qualsiasi risorsa che consenta l’attivazione di percorsi formativi, è sempre ben spesa. Le scuole hanno progettato, soprattutto per i Pon, mentre c’è stata un’adesione più bassa per le “Scuole d’estate” per la difficoltà oggettiva a organizzare il servizio perché bisogna fare i conti con il personale da coinvolgere. Per i docenti si può ricorrere a personale esterno, ma per i collaboratori scolastici e le figure di supporto amministrativo la possibilità di coinvolgerli era più bassa. Bisogna tenere presente che la scuola in questi mesi non si è fermata e si tratta anche di consentire un’adeguata rimodulazione degli spazi. La scuola d’estate va bene in Trentino, attività da fare al sud con temperature fino a 40°: parliamone. Ci sono delle esperienza che si stanno tentando in provincia di Lecce, sugli apprendimenti non formali che si stanno costruendo in alcune scuole. stiamo cercando di mettere insieme le scuole superiori con quelle del primo ciclo, ma ci stiamo ancora lavorando».

Antonella Manca, dirigente scolastica del liceo scientifico Banzi di Lecce, punta sui Pon e copre corsi da giugno in poi: «Nel periodo di giugno e luglio organizzeremo corsi di nuoto, trekking, tennis, per un totale di 15.200 euro. Circa 85mila euro saranno impiegati per i corsi che si svolgeranno a partire da settembre e fino ad agosto del 2022. Faremo laboratori di lingua italiana e scrittura creativa, competenza multi linguistica, matematica, competenze digitali, percorsi di musica. Poi il 25 scade il bando per progetti fino a 40mila euro, nell’ambito del contrasto alla povertà educativa. Il nostro si chiama “La cura”, per coinvolgere gli studenti del biennio e valorizzare la cura della relazione, elemento indispensabile di ogni processo di crescita e apprendimento, tanto più importante in questa fase in cui proprio la socialità è stata colpita dalla pandemia».

Al liceo scientifico De Giorgi di Lecce gli studenti disponibili da settembre e la dirigente scolastica Giovanna Caretto spiega: «Prima di progettare abbiamo fatto un sondaggio tra i ragazzi per capire se c’era, da parte loro, la disponibilità a essere coinvolti nei progetti estivi. I nostri studenti non sono disponibili a frequentare attività scolastiche a luglio e agosto. Abbiamo avuto una piccola disponibilità a frequentare a giugno, massimo prima settimana di luglio, e poi per settembre – quando ripartirà l’anno scolastico – c’è piena adesione. La nostra progettazione ha tenuto conto delle esigenze degli studenti e abbiamo cercato di intercettare tematiche di loro interesse. Faremo qualche corso a giugno di: fotografia, scacchi, aerobica e stage presso una redazione. A settembre riprenderemo con i Pon dove abbiamo cercato di intercettare i bisogni degli studenti del biennio e del triennio progettando su tematiche che consentiranno il recupero di competenze disciplinari attraverso attività variegate».

Annalena Manca, dirigente scolastica dell’Iiss Don Tonino Bello di Tricase, sottolinea l’ennesimo “compito” assegnato alle scuole: «Abbiamo partecipato ai Pon e attivato dei percorsi per aumentare il livello delle competenze utilizzando strategie diverse, comprese le attività all’aria aperta. Un obiettivo è stato quello di riportare la socialità al centro del nostro fare, quindi attività sportiva e giochi di squadra. Stanno arrivando fondi da tutte le parti, sia per le attività estive che per quelle da far partire a settembre. Non mancano i fondi, ma la consapevolezza che ci deve essere una valutazione dei contesti. Le famiglie, in questo momento, escono da un periodo difficile. Sono state distanti dagli affetti ed è difficile che i ragazzi abbiano voglia di tornare nell’ambiente scuola, anche se noi ci proviamo con attività che possano attrarli. È un periodo difficile che si tenta di cambiare poggiandosi sulle spalle della scuola».

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