Scossa di Foresio al centrosinistra
«Tavoli inutili, mi candido alle primarie»

Il tavolo del centrosinistra leccese
Il tavolo del centrosinistra leccese
di Paola COLACI
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Mercoledì 5 Ottobre 2016, 12:05 - Ultimo aggiornamento: 13:18
La scossa del capogruppo Pd a Palazzo. «Il tempo è scaduto, il gruppo dirigente del Pd si è dimostrato incapace di trovare la quadra e rischia di perdere pezzi importanti della coalizione per colpa di tentennamenti, tatticismi e calcoli personali. Basta indugi, subito primarie di coalizione aperte alla società civile. Io ci sono».
Così il capogruppo del Pd a Palazzo Carafa Paolo Foresio si svincola dal tavolo della coalizione che dovrebbe essere riconvocato a breve e “scarica” i vertici della segreteria di Via Tasso passando dall’altra parte della barricata. Con quel gruppo di Democratici che, da tempo, chiedono a gran voce le primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra a Lecce.
Il dado è tratto: Foresio è pronto a candidarsi alle Primarie. E su quel fronte trova il consigliere regionale Sergio Blasi che da tempo ha dato la sua disponibilità a scendere in campo per la corsa a sindaco di Lecce.

Per la seconda volta in meno di una settimana l’alleanza di centrosinistra rischia di andare in frantumi. Dopo la mossa a sorpresa dell’Udc che ha siglato un patto centrista con Ap-Ncd e Forza Italia, siamo di fronte ad un nuovo, clamoroso colpo di scena. Il numero uno del partito in Comune che si tira fuori e attacca a testa bassa la dirigenza del partito.
Parole durissime e, per molti, inattese visto il ruolo ricoperto da Foresio. Nel pomeriggio di ieri, con una nota, il capogruppo Pd è uscito allo scoperto. E ha puntato il dito contro il gruppo dirigente del Pd che, a suo dire, si è dimostrato incapace di trovare la squadra e rischia di perdere pezzi della coalizione a causa di tentennamenti, tatticismi e calcoli personali.

Lo scorso agosto, su mandato della direzione Pd, lo stesso Foresio, insieme con il segretario provinciale Salvatore Piconese e il segretario cittadino Fabrizio Marra, era stato investito del ruolo di pontiere. Al triumvirato Dem spettava l’onere di avviare il dialogo al fine di costruire una coalizione sul modello della maggioranza regionale di Michele Emiliano. Solo nel caso in cui la ricerca di un “nome giusto” - favorito il senatore Dario Stefàno - non avesse prodotto gli esiti sperati, il Pd, l’Udc di Salvatore Ruggeri, La Puglia in Più, il Patto per il Salento del consigliere regionale Mario Pendinelli, Carlo Salvemini e la Puglia protagonista del consigliere regionale Paolo Pellegrino, avrebbero valutato l’ipotesi di ricorrere alle primarie di coalizione.

Per Foresio il tempo dell’attesa è finito.
L’unica soluzione per uscire dall’impasse in cui si sarebbe cacciato il Pd sono le primarie di coalizione e, come aggiunge lui, aperte a tutti.
«Con senso di responsabilità, pur avendo già lanciato in tempi non sospetti l'allarme sul ritardo accumulato, avevo dato la disponibilità in direzione al segretario provinciale e cittadino a lavorare insieme per costruire il progetto per Lecce 2017 – scrive Foresio - ma si è fatto un solo incontro, è passato un altro mese e, purtroppo, nulla è cambiato. Sono stato facile profeta, l’ho detto mesi fa che la situazione sarebbe degenerata per via di divisioni inaccettabili. Così è successo».

Il messaggio è che un gruppo dirigente non può gestire in questa maniera una partita così importante. Da qui la decisione. «Non parteciperò più ad alcun tavolo e per le primarie sarò in campo: voglio governare la mia città, con e per i miei concittadini – tuona Foresio - non abbiamo più tempo da perdere, la città ci chiede un cambiamento, e a me interessa solo una cosa: che le persone che non si riconoscono nel governo Perrone, trovino una risposta. Quindi facciamo scegliere direttamente ai nostri elettori con primarie di coalizione aperte anche ad esponenti della società civile. Fissiamo la data e partiamo immediatamente. Basta indugi, insomma, primarie subito».

Le prime reazioni arrivano dal segretario cittadino Marra: «Solo desiderata di Foresio, nulla di più». Anzi. Il partito si prepara a rispondere con una nuova convocazione degli alleati: segretari di partito e consiglieri regionali dovrebbero tornare a riunirsi già nei prossimi giorni. Ed è lo stesso Marra che replica a Foresio: «Leggo le sue dichiarazioni come una forma di impazienza e di immaturità politica. Lui stesso nel corso della direzione di agosto aveva definito le primarie come uno strumento superato e già sperimento in passato con esiti negativi. Prendiamo atto del fatto che abbia cambiato idea, comunque. Anche se questa inversione di rotta nello spazio di un mattino ci lascia basiti».

Per Marra, tuttavia, il dato politico è un altro: «Lo strumento delle primarie è previsto nello statuto del Pd e fosse per me le aprirei non alla città ma all’intera comunità europea, ma nessuno degli alleati per ora ha considerato l’ipotesi delle consultazioni interne. Anzi, il Patto per Lecce 2017 che lo stesso Foresio ha sottoscritto va proprio nella direzione opposta della ricerca di una candidatura unitaria. Del resto, il Pd non è autosufficiente e ha necessità di allargare la coalizione. E se si facessero le primarie adesso alle urne si presenterebbero solo esponenti democratici quali Sergio Blasi, Paolo Foresio, Sergio Signore e, forse, Ernesto Mola. Consultazioni che si spacciano per primarie di coalizione, dunque, ma che sono tutte interne al Pd e non potrebbero suscitare grande entusiasmo tra gli alleati. Non è quello di cui abbiamo bisogno. Presto, dunque, il nostro tavolo tornerà a riunirsi».
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