Scommesse illegali e riciclaggio: 33 arresti. Anche Lecce nella rete legata ai Casalesi

Scommesse illegali e riciclaggio: 33 arresti. Anche Lecce nella rete legata ai Casalesi
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Martedì 11 Gennaio 2022, 13:24

Si basava su una piattaforma informatica realizzata nel 2000 da un soggetto piuttosto noto alle forze dell'ordine, Luigi Tancredi (romano, accusato di ricettazione e già coinvolto in altre indagini) ma potenziata grazie a un altro indagato per fare fronte alle esigenze contemporanee, il sistema grazie al quale - secondo uno stima - una community composta da milioni di giocatori sparsi in ogni angolo della terra scommettevano anche «one to one» malgrado fossero a migliaia e migliaia di chilometri di distanza.

L'arresto di 33 persone legate al sodalizio

È emerso durante le indagini che oggi hanno consentito alla Dda e ai carabinieri di Salerno di arrestate 33 persone ritenute legate a una organizzazione criminale, con ramificazioni anche all'estero, accusata di avere messo in piedi un giro miliardario di scommesse illegali. A capo dell'associazione a delinquere è risultato essere Luigi Giuseppe Cirillo, figlio di un boss, il quale, secondo gli investigatori, avrebbe realizzato una vera e propria holding del «gaming on line» (casinò, poker Texas Holdem) associandosi alla rete «dbgpoker», non autorizzata in Italia e avvalendosi anche della mafia casalese. I giochi erano raggiungibili anche attraverso slot machine e totem perlopiù installati nelle località del sud Italia dove più forte è risultata la pressione della criminalità organizzata. I server, secondo i militari del Nucleo Investigativo di Salerno, sebbene coordinati dal Salernitano, precisamente da Mercato San Severino, erano stati dislocati nei cosiddetti paradisi fiscali, come Panama e l'isola di Curacao. I carabinieri, coadiuvati all'estero dalle forze di polizia di Panama, Romania e Malta, hanno notificato le misure cautelari in carcere nelle province di Salerno, Ascoli Piceno, Agrigento, Avellino, Brindisi, Caserta, Catanzaro, Latina, Lecce, L'Aquila, Messina, Napoli, Potenza, Ravenna, Roma e Varese.

I resti contestati: dalle scommesse illegali al riciclaggio

I reati contestati, a vario titolo, agli indagati, sono associazione per delinquere finalizzata a delitti in materia di giochi e scommesse illegali, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro provento di delitto in attività economiche, autoriciclaggio. Alcuni destinatari dei provvedimenti cautelari, i reati viene vengono contestati con l'aggravante di averli commessi per agevolare il clan dei Casalesi.

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