Diffamazione, sindaco condannato: «Insultò una concittadina durante un comizio»

Diffamazione, sindaco condannato: «Insultò una concittadina durante un comizio»
di Federica SABATO
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Mercoledì 13 Luglio 2022, 12:16 - Ultimo aggiornamento: 12:34

Avrebbe rivolto insulti ed espressioni minacciose all'indirizzo di una concittadina durante un comizio elettorale stramesso in diretta streaming. Per questo la giudice monocratica della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Natasha Mazzone, ha condannato a 6 mesi di reclusione il sindaco di Sannicola Cosimo Piccione.

I fatti

I fatti risalgono al maggio del 2018 e vedono protagonisti, oltre al primo cittadino rieletto in quell’anno, una docente in servizio presso l’istituto comprensivo di Alezio. La parte offesa aveva espresso una propria considerazione sul suo profilo “chiuso” di Facebook, riguardo agli interventi dei candidati che si stavano susseguendo e a cui stava assistendo a distanza. Il suo post fu poi condiviso da un suo conoscente che aggiunse un commento personale cambiando, di fatto, il senso di quelle frasi. Inoltre, risposero altri concittadini che si sentirono chiamati in causa ed offesi, rendendo quindi quel post iniziale virale. Difesa dall’avvocato Maria Greco, la donna ha querelato il sindaco Piccione perché, a suo dire, senza essere coinvolta personalmente, aveva solo manifestato un proprio parere sulle dinamiche che si erano venute a creare in entrambi gli schieramenti politici, durante la campagna elettorale in corso. Il sindaco Piccione, alcuni giorni dopo, in occasione di un comizio tenuto a Chiesanuova (frazione di Sannicola), fece riferimento a quel post, rivolgendosi alla docente che lo aveva pubblicato, con toni ritenuti offensivi, intimidatori e minacciosi. Nelle scorse ore, dunque, la sentenza di condanna di Piccione, nei confronti del quale il gip Alcide Maritati aveva disposto l’imputazione coatta , accogliendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione, presentata dalla persona offesa ed avanzata dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci.

La difesa

Il sindaco è difeso dall'avvocato Luigi Corvaglia, che ha prodotto in giudizio alcuni post su facebook ritenuti riconducibili alla parte offesa, chiedendo quindi che fosse dichiarata la non punibilità del primo cittadino, perché bersaglio a sua volta di affermazioni lesive. Il legale ricorrerà in Appello per la riforma della sentenza di primo grado. 

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