Sanità, la medicina di urgenza ora passa dal Dea

Giovedì 31 Marzo 2022

Il Dea Fazzi a Lecce sarà il centro di medicina d'emergenza-urgenza del Salento. Si tratta di un modello organizzativo nuovo che consente di coordinare nella struttura gli interventi e le competenze degli specialisti di tutte le unità operative del Fazzi, mettendole al servizio non solo di chi si reca al Pronto soccorso autonomamente o tramite 118 ma anche di tutti i trasferimenti dagli altri Ospedali della provincia di Lecce.

Il nuovo dipartimento

Con una nota firmata dai tre Direttori - Direttore amministrativo Antonio Pastore, Direttore sanitario Roberto Carlà e Direttore generale Rodolfo Rollo - la Direzione strategica di ASL Lecce ha disposto la piena operatività del Dipartimento di Emergenza del DEA Fazzi che deve assicurare, nell’arco delle 24 ore, interventi diagnostico terapeutici di emergenza medici, chirurgici, ortopedici, ostetrici e pediatrici, l'osservazione breve e assistenza cardiologica e rianimatoria.
Un nuovo modello organizzativo e clinico di gestione delle emergenze che si avvale della cooperazione degli operatori del Pronto soccorso con le Unità operative specialistiche del Presidio Ospedaliero.

La ASL Lecce ha voluto quindi rendere operativo il Dipartimento di emergenza urgenza all'interno del Dea come punto di riferimento per tutta la provincia per le reti tempo dipendenti (infarto, ictus, cure neonatali, traumi) e, per alcune branche, anche per le province di Brindisi e Taranto.

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Una gestione unitaria e complessa quindi - che integra le funzioni di Pronto Soccorso già ordinariamente garantite - con l'intervento funzionale multidisciplinare dei diversi Reparti del Fazzi.

Per poter garantire questo nuovo modello la Direzione ha nominato come Referente Organizzativo il dottor Giuseppe Rollo (esperto in emergenza urgenza per patologie ad altissima complessità) e come Referente Clinico il dottor Giuseppe Pulito. I due professionisti si avvarranno della collaborazione dei Direttori dei Dipartimento e di tutte le Unità operatove del “Vito Fazzi”, soprattutto delle reti cliniche. Specialisti afferenti a tutte le discipline che intervengono prontamente, in base alle necessità, muovendosi tempestivamente dai reparti di appartenenza al Dipartimento di emergenza in cui il paziente viene accolto. Questa la strategia organizzativa che ha già fornito risultati virtuosi.

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Il primo intervento

I professionisti in mattinata hanno fornito un primo report al Direttore sanitario e al Direttore generale: è il caso di un bambino di 5 anni giunto ieri sera al Ps del Fazzi alle 22.30 per una frattura scomposta del femore; il medico del PS ha attivato il trauma team, l'Ortopedico ha richiesto l'esecuzione delle indagini radiologiche e, sempre all'interno del pronto soccorso, con l'intervento dell'anestesista, è stata eseguita la narcosi ed è stata trattata la frattura nei modernissimi ambienti del Pronto Soccorso. Successivamente il bambino è stato sottoposto a esami di controllo, sempre in loco, ed è stato clinicamente sorvegliato nei posto di terapia intensiva fino al risveglio. Questa mattina il bambino è stato dimesso e ritornerà al Dea per la visita di controllo tra 6 giorni. Un percorso di cura nato e conclusosi nell'attuale area del PS del DEA dove l'organico si compone non solo dei medici e degli operatori del Pronto soccorso ma anche della radiodiagnostica, delle sale chirurgiche e dei posti di terapia intensiva di monitoraggio e degli specialisti afferenti a tutti i reparti.


 

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 20:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA