San Foca, l'ex Regina Pacis sarà abbattuto: al suo posto, un parco urbano

San Foca, l'ex Regina Pacis sarà abbattuto: al suo posto, un parco urbano
di Maria DE GIOVANNI
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Sabato 26 Giugno 2021, 12:16 - Ultimo aggiornamento: 13:04

Ex Regina Pacis per un futuro più verde. Cosi sigla la giunta di Marco Potì sindaco di Melendugno una delibera di mercoledì scorso con cui si incarica l'ufficio tecnico di redigere un progetto per l'acquisizione al patrimonio pubblico dell'ex Regina Pacis. Obiettivo: la realizzazione di un parco urbano, dedicato anche al grande spirito di accoglienza di Melendugno e del Salento. Obiettivo che passa dall'abbattimento dell'immobile. Tutti favorevoli quindi a cambiare le sorti di un rudere che un pugno in un occhio sulla litoranea di San Foca verso Torre dell'Orso. Ma non solo, sulla missiva inviata in Regione si legge che lo stabile si trova in stato di abbandono, pericolante luogo di discarica di rifiuti e rifugio di attività poco lecite.

La storia


Il fabbricato in questione è nato fra gli anni 50 e 60 su un terreno donato dal Comune alla Curia, che è stato fino alla fine degli anni 70 un modello di colonia estiva per tanti bambini che altrimenti non avrebbero potuto godere del mare. Lo stabile negli anni a seguire è stato abbandonato perché le colonie non si facevano più, perciò è stato destinato e utilizzato durante gli sbarchi negli anni '90 per dare accoglienza ai profughi.

Dopo vari anni lo stabile è passato in mano ai privati, in quanto oggetto di cessione della Curia di Lecce. Più soggetti hanno cercato di recuperarlo con la possibilità di riconvertirlo in una struttura di ricezione di lusso, ma sia la posizione (a soli 20 metri dal mare) che i vincoli ambientali e morfologici hanno reso difficile questo cambio di destinazione d'uso.
«Per questa situazione di abbandono - dice il sindaco Potì è intenzione dell'amministrazione di eliminare il fabbricato per creare un polmone verde, un parco aperto dedicato alla accoglienza della comunità salentina in sintonia con i paesaggi circostante, formato da dune e acque limpidissime. Abbiamo chiesto la possibilità di essere supportati dalla Regione a rilevare la struttura. Una scelta politica che mira a ridare dignità a un luogo che è un diamante incastonato nelle rocce». Quindi adesso spetta all'ufficio tecnico del Comune la progettazione del parco da portare all'attenzione del presidente della Regione. L'altro passo sarà reperire le risorse.

 

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