San Cataldo: stop al chiosco Il Molo, il Consiglio di Stato dice sì al Comune. L'assessore: "Ora la demolizione"

Giovedì 27 Gennaio 2022


No al chiosco Il Molo di San Cataldo: il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Comune di Lecce. E l'assessore all'Urbanistica, Rita Miglietta, guarda già al futuro: “Sancita la piena legittimità dell'operato dell'amministrazione. Ora il dissequestro e la demolizione”. La novità arriva dalla quarta sezione del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di Palazzo Carafa, si legge in un comunicato, "per riformare la sentenza della prima sezione del Tar di Lecce del 13 dicembre 2018 sulla proroga dell'efficacia del permesso di costruire, originariamente temporanea, per il chiosco, nel tratto del cosiddetto "curvone". Proroga negata dal Comune, contro la quale è stato fatto ricorso al Tar e che si era espresso, invece, favorevolmente. Da qui l'appello al Consiglio di Stato che ha dato ragione al Comune con la sentenza odierna.

 

L'assessore Miglietta: "Confermata la tutela delle spiagge libere"

 

«È una sentenza notevole, che mette un punto fermo su una vicenda – dichiara l'assessora alle Politiche Urbanistiche Rita Miglietta – che molti cittadini ricorderanno e risalente ormai al 2018: viene sancita la piena legittimità e correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale nella gestione del nostro demanio marittimo, quando abbiamo diniegato la richiesta di proroga di un permesso a costruire su una concessione demaniale sulla quale, com’è noto, pende anche un procedimento penale. Il Consiglio di Stato ha rilevato come l’Amministrazione agiva, già con la demolizione del Salapia, a favore della tutela del paesaggio e della percezione del mare, e che la stessa ha piena titolarità nella valutazione degli impatti negativi sulla costa. Ringrazio la nostra avvocatura per questo ulteriore buon esito dell’appello. Quel tratto di spiaggia non può essere dato in concessione per la sua rilevanza ai fini della salvaguardia delle spiagge libere prossime agli spazi pubblici urbanizzati. Ora ci prodigheremo per chiedere il dissequestro del chiosco e procedere con l’ordinanza di demolizione. La dotazione di servizi turistici e ricreativi delle spiagge deve infatti avvenire nel rispetto delle condizioni di sostenibilità ambientale e pari opportunità».

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