Samsara, lo stop un atto dovuto: mai prorogato il “permesso” al lido a restare aperto

Samsara, lo stop un atto dovuto: mai prorogato il “permesso” al lido a restare aperto
A guardare le carte risulta difficile capire dove abbia potuto sbagliare la dirigente Paola Vitali, additata come colei che non ha inteso quelle che erano le intenzioni dell’amministrazione comunale di Gallipoli e del suo sindaco Stefano Minerva: ossia lasciare aperto il Samsara fino alla sentenza del Consiglio di Stato che - a questo punto - arriverà a scrivere la parola fine alla complessa vicenda quando l’estate sarà bella e conclusa e il Samsara - che comunque per tutto luglio e per tutto agosto ha riempito e riempirà la spiaggia con i suoi party - si sarà fatta la sua stagione.
In realtà, sempre a guardare le carte (che sono quelle che contano), la dottoressa Vitali, che del Comune di Gallipoli è stato anche il comandante dei vigili urbani, con l’ordinanza emessa lo scorso martedì, con cui intima 20 giorni al famoso lido per chiudere, ha fatto l’unica cosa che andava fatta per poter essere in regola. E non è vero che non ha seguito le indicazioni espresse dall’amministrazione: le ha seguite, naturalmente ha seguito quelle messe nero su bianco, quelle ufficiali, non quelle proclamate sui media o nelle conferenze stampa.
L’impegno assunto dal Comune di Gallipoli a tenere aperto il Samsara (nonostante una sentenza del Tar che a gennaio ha dato ragione agli uffici comunali che nel novembre precedente avevano dichiarato decaduta la concessione demaniale) aveva una data di scadenza precisa: il 7 giugno. È quello che si legge nella determinazione numero 627 del 29 marzo scorso. È l’atto con cui il Comune di Gallipoli, in sostanza, dice: aspettiamo di vedere come si concluderà la vicenda davanti al Consiglio di Stato, e nel frattempo lasciamo lavorare il Samsara. Ma il segretario generale Giancarlo Ria (che firma il provvedimento «in sostituzione del responsabile sezione Demanio e patrimonio, assente»), non può sapere in anticipo il giorno in cui i giudici scioglieranno la riserva; né, evidentemente, può dare carta bianca al noto locale sulla spiaggia. E quindi nell’atto del 29 marzo si legge che «gli effetti della determinazione dirigenziale numero 2090 del 23 novembre 2017 di decadenza della concessione demaniale marittima, sono congelati fino al 7 giugno 2018». Il 7 giugno: ovvero due mesi fa. Non risulta che da allora quell’atto sia stato prorogato.
Cosa poteva fare, dunque, la dirigente Paola Vitali? Null’altro che quello che ha fatto: prendere atto del fatto che quella determinazione del 29 marzo non fosse più in vigore e di conseguenza dare seguito all’altro provvedimento, quello che disponeva la decadenza della concessione del Samsara. Se poi le intenzioni dell’amministrazione comunale fossero effettivamente quelle di prolungare l’attività del locale fino alla sentenza del Consiglio di Stato, questo dalle carte non risulta. Del resto, il sindaco Stefano Minerva in questi giorni ha ribadito più volte di non sapere nulla dell’iniziativa della sua dirigente. Risultato: una ordinanza, emessa nel pieno della stagione turistica, che annulla tutti gli atti che, nel corso degli anni, hanno permesso ai titolari del Samsara di aprire un’attività e di farla crescere, di fatto facendo piombare sul locale una scure. Entro venti giorni dalla notifica dell’atto, dovranno procedere allo «sgombero dell’area occupata, con ripristino dello stato dei luoghi». Con il primo cittadino che continua a ripetere: «Stiamo lavorando per bloccare quell’ordinanza». Ma non è ancora chiaro come. E il tempo stringe.
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Sabato 11 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:53