Salvini a Lecce, protesta blindata. Il ministro: «In piazza i figli di papà»

«Qui c'è qualche centro sociale da chiudere, in piazza di solito ci vanno i figli di papà con il portafogli pieno». Con queste parole il ministro Matteo Salvini sta arringando i suoi da una piazza Sant'Oronzo presidiata, sin dalle prime ore di questa mattina, da decine di poliziotti e carabinieri. 
«Chi alle idee - prosegue - contrappone la violenza significa che in testa non ha niente». «Vogliono i migranti - ha proseguito - perché tanto non hanno problemi di lavoro. Se mi date forza i porti li chiudiamo non solo in Italia, ma in tutta Europa. Non abbiamo bisogno di immigrati che staccano le dita a morsi ai poliziotti».
Ancora. «Cancellano il Natale, il presepe e Gesù bambino - ha detto ancora il leader della Lega - e da tre giorni mi danno addosso perché mi sono affidato alla Madonna... ci intravedo un bestemmione». Poi sulla sanità: «Riapriamo gli ospedali pugliesi chiusi dai burocrati europei».

In prefettura, il titolare del Viminale ha commentato poi gli striscioni comparsi in città: «Non ascolto gli insulti, lavoro per l'Italia» ha detto. E al presidente della Provincia Stefano Minerva, che ha srotolato uno striscione per ricordare che il Salento è terra di accoglienza, ha replicato: «Prima aiutiamo i leccesi e i baresi disoccupati, prima gli italiani, poi tutti gli altri».

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Martedì 21 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 22-05-2019 12:57