Salvemini su eolico: «Senza linee guida legittimati a dire no»

Salvemini su eolico: «Senza linee guida legittimati a dire no»
di Stefania DE CESARE
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Giovedì 17 Marzo 2022, 21:29 - Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 07:47

Sul parco eolico offshore Brindisi-Vernole il sindaco di Lecce Carlo Salvemini non ha dubbi: sì alle energie rinnovabili, «non sono una opzione ma una scelta ineludibile», sì alle pale nei mari pugliesi e salentini «ma non significa che gli impianti si possano realizzare sempre e dovunque», e soprattutto non senza «un Piano di gestione dello spazio marittimo. Lo Stato indichi le aree idonee e quelle non idonee. In assenza di linee guida tutti sono legittimati a dire di no». 

La posizione del sindaco


È questa la posizione del primo cittadino di Lecce, intervenuto ieri mattina in commissione Urbanistica, presieduta da Paola Povero. Durante le ultime settimane, il dibattito, avviato per favorire il confronto sul progetto preliminare del parco “Kalila Energia” e su eventuali ricadute ambientali, ha visto la partecipazione di tutti i consiglieri, mentre ieri è stato il sindaco Salvemini a prendere la parola, anche alla luce dell’incontro con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. In ballo c’è sempre la proposta di installazione di 98 aereogeneratori, per una potenza totale di 1176 mw, ad una distanza minima di 9 chilometri dalla costa. 
«Qualunque valutazione tecnica e di merito sui progetti singoli - ha spiegato Salvemini - oggi deve cedere il passo a una preliminare richiesta al Governo di adempiere a un suo preciso obbligo normativo, già previsto dalla direttiva europea del 2014, che è il Piano di gestione dello spazio marittimo che ha la finalità di preservare lo sviluppo armonico, precisando le aree non idonee e quelle idonee. Quello che è accaduto fino a ora va nella direzione di procedimenti autorizzativi che si possono aprire anche su aree teoricamente definibili non idonee. Senza questo strumento qualunque attività sconta quello che stiamo vivendo». 

Le norme


Il decreto legislativo 199 del 30 novembre 2021 prevede, infatti, che spetta al Piano di gestione dello spazio marittimo, redatto dal Governo, individuare le aree idonee per l’installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili offshore. Il regolamento deve essere approvato entro 180 giorni cioè entro maggio. A oggi sono 12 i progetti di parchi eolici marini che interessano la regione. «Dobbiamo abbandonare l’uso dei combustibili fossili (carbone e gas) – ha sottolineato il Sindaco - e sposare le energie rinnovabili che sono una scelta ineludibile, non sono una opzione ma un obbligo che dobbiamo garantire. Ma questo non significa che gli impianti si possano realizzare sempre, dovunque e senza verifiche. Il cortocircuito che stiamo vivendo sta nel fatto che la manifestazione di interesse per l’acquisizione di proposte di intervento degli impianti ha preceduto l’approvazione del piano di gestione. Per questo ho chiesto al presidente Emiliano l’assunzione di una iniziativa forte in Conferenza unificata Stato – Regioni. Senza un piano sono i soggetti privati a scegliere la localizzazione. E l’effetto sarà quello che già conosciamo ovvero la concentrazione degli impianti». 

L'eolico on-shore

Il riferimento è all’eolico onshore (a terra) la cui redazione dello strumento di pianificazione è assegnata alle Regioni. A oggi vi è un’alta concentrazione di pale soprattutto nel Salento e nel Gargano. «Nel 2007 la Regione Puglia intraprese con il Governo un contraddittorio sui procedimenti autorizzativi per definire paletti più stringenti – ha ricordato il primo cittadino -. Proposte impugnate dal Governo e cassate dalla Corte Costituzionale. Oggi l’interesse pubblico della transizione energetica si garantisce mettendo in atto il Piano di gestione del mare. È l’unica possibilità per disinnescare eventuali tensioni con le comunità locali ed evitare che le scelte dei privati possano essere vissute come invasive». E quindi su una eventuale autorizzazione delle pale al largo delle coste salentine, osteggiate da numerosi sindaci del territorio, Salvemini è stato categorico: «A queste condizioni tutti sono legittimati a dire di no. Manca un forte orientamento e linee guida del Governo nelle scelte che si andranno a compiere».

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