Violentava e picchiava la figlia 13enne: chiuse le indagini sul "padre orco"

Violentava e picchiava la figlia 13enne: chiuse le indagini sul "padre orco"
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Mercoledì 24 Agosto 2022, 21:07 - Ultimo aggiornamento: 21:31

Chiusa l’inchiesta sul padre finito in carcere a febbraio con l’accusa di avere violentato la figlia di 13 anni, di averla insultata e maltrattata, di averla minacciata di morte e di averla picchiata quando il suo deficit di disabilità intellettivo le impediva di fare ciò che le chiedeva o di comunicare. Per questo uomo di 44 anni residente in un paese del circondario di Maglie il pubblico ministero della Procura di Lecce, Simona Rizzo, ha ritenuto di avere raccolto elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio, anche per l’esito avuto nell’incidente probatorio (anticipava la prova del processo e viene raccolta con la stessa procedura) in cui la ragazza ha confermato gli abusi della sua intimità subiti dal padre, come anche i maltrattamenti riservati a lei ed alla madre.

Da luglio agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico (è difeso dagli avvocati Rita Ciccarese e Francesco Calcagnile), l’indagato risponde di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima e dal suo ruolo di genitore, nonché di maltrattamenti in famiglia. Secondo la ricostruzione dell’accusa avrebbe umiliato, offeso e perseguitato la figlia. Inoltre quest’uomo è accusato di avere imposto a mamma e figlia di stare chiuse in casa senza comunicare fra loro.

Lavori pesanti e botte

Ed ancora: la ragazza sarebbe stata costretta a svolgere lavori pesanti «Soggiogandola psicologicamente e picchiandola violentemente allorquando cercava di comunicare con la madre», recita il capo di imputazione. «O quando non riusciva a fare ciò che pretendeva».
Viene inoltre citato un episodio particolarmente violento: ad agosto dell’anno scorso l’uomo avrebbe messo le mani al collo alla figlia e non avrebbe persistito solo per l’intervento della moglie, ma le avrebbe riservato insulti cacciandola via. E poi minacce con una spada giapponese, una Katana. E botte con la cinghia dei pantaloni. Tutte accuse che dovranno essere vagliate dall’eventuale processo.

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