Salento, alla scuola materna senza merenda: «I bambini se la scambiano, aumenta il rischio contagi»

Martedì 28 Settembre 2021 di Antonella MARGARITO

Una scuola senza merenda. Anzi due, ma guidate dalla stessa dirigente. E ad Alezio parte la protesta delle mamme. La dirigente Sabrina Stifanelli non ha dubbi: «È una questione di sicurezza». Le scuole dell'infanzia di Sannicola e Alezio accomunate dallo stesso problema. Per i bimbi che arrivano a scuola niente zainetto e niente colazione. Anzi di più. A Sannicola, dove non ci sono gli armadietti, i bimbi non possono tenere nemmeno il giubbotto: le mamme lo tolgono all'entrata, lo portano a casa e lo rimettono loro all'uscita.
Tutto questo, secondo la dirigente degli istituti comprensivi di Sannicola e Alezio, per evitare il rischio di contagi. Perché qualsiasi cosa, a detta della dirigente, può essere veicolo di trasmissione del Covid-19. Ma, in particolare per quel che attiene la merenda, molte mamme non si rassegnano. E parte così una protesta, in particolare da Alezio, ma il malcontento pervade anche Sannicola.

 

La circolare

 


La dirigente ha inviato una circolare nella quale spiega quelle che sono le regole anti-Covid a scuola e dove sottolinea la necessità di evitare la merenda. Ma da quel che spiegano le mamme quell'evitare, non sarebbe discrezionale ma corrisponderebbe ad un vero divieto. «E' inammissibile - sostiene una mamma - ed è pazzesco pensare che un bimbo di tre anni alle 10, 10.30 non debba fare la merenda. Ci sono molti bambini specialmente a quell'età che appena svegli non riescono a fare colazione, non mangiano e poi gli viene fame più tardi. Ma è assurdo comunque, anche se i bambini facessero la prima colazione alle 8, perché ogni piano alimentare prevede cinque pasti al giorno. E poi perché questa decisione? Ci fosse una norma nazionale che vieti la colazione a scuola, nessuna scuola ha introdotto questo divieto che poi non esiste per la primaria o gli altri ordini di scuola».
A qualcuno sarebbe stato suggerito di portare i bambini anche più tardi per farli mangiare a casa, visto che l'orario di entrata può slittare fino alle 9.30, ma molti genitori devono recarsi al lavoro per cui gli orari di entrata e di uscita diventano rigorosi. La dirigente ha anche deciso di anticipare un po' l'orario della mensa portandolo alle 11.45 in modo da non far sentire la fame ai bambini: «Ma - aggiunge un'altra mamma- non tutti i bambini mangiano a mensa, c'è chi non se la può permettere, per cui devono aspettare almeno fino alle 13. Inoltre non possono portare la bottiglietta dell'acqua ma un bicchiere usa e getta che viene riempito dalle bottiglie comprate a turno dai genitori. Non si potrebbe fare allo stesso modo con le merendine?».

 

Il caso giubbotti

 


E mentre ad Alezio i bambini possono entrare a scuola con i giubbotti dopo che il sindaco Andrea Barone ha provveduto all'acquisto di alcuni armadietti, a Sannicola niente: il giubbotto si lascia ai genitori. «Sono regole dettate da un protocollo spiega la dirigente Sabrina Stifanelli scaturito da una riunione e approvato dal collegio docenti e dal consiglio d'Istituto. Siamo molto attenti al problema dei contagi per cui una merendina che a quell'età i bimbi non mangiano di certo fermi e seduti ai banchi può diventare un pericoloso veicolo di trasmissione. I bambini a volte se le scambiano, mordono quella del compagno, sono imprevedibili a quell'età. Si tratta solo di sicurezza, noi siamo assolutamente favorevoli alla merenda, abbiamo sempre sollecitato le mamme alle sane merende, ma in questo momento non è ammissibile. Siamo molto attenti, libri e volantini non vengono toccati se non passano un certo numero di ore e nella nostra scuola nessun contagio si è mai verificato. Bisogna attendere almeno fino a dicembre-gennaio e vedere come vanno le cose».

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 15:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA