Salento, rischio desertificazione: «Emergenza da affrontare»

Giovedì 25 Novembre 2021 di Andrea TAFURO
Salento, rischio desertificazione: «Emergenza da affrontare»

Opere di bonifica, sanatoria dei pozzi artesiani e un ruolo di primo piano per gli agricoltori: queste le linee guida rappresentate da Coldiretti Puglia, Ordine degli Agronomi e il coordinamento leccese della Confederazione italiana degli agricoltori, per guarire il Salento a rischio desertificazione - che è emerso nel recente osservatorio CittàClima di Legambiente -, per il troppo caldo e la poca acqua che gravano su colture e vegetazione.

«Sono 968 i milioni di finanziamenti arrivati al sistema consortile nell'ultimo quinquennio che non sono stati utilizzati dai Consorzi di Bonifica commissariati afferma Aldo Raffaele De Sario, direttore Coldiretti Lecce - per dare il via alle opere irrigue vitali allo sviluppo rurale del Salento. Sono occasioni perdute per finanziare gli interventi idrici e di riassetto del territorio nei prossimi anni, così come è andata persa finora l'opportunità di ridisegnare la bonifica integrale in Puglia. Si sono consolidate nel tempo nuove e inevitabili esigenze di manutenzioni straordinarie delle opere pubbliche di bonifica aggiunge De Serio - che non possono e non devono essere scaricate sull'incolpevole platea di utenti, i quali hanno, loro malgrado, già subito nell'ultimo ventennio innumerevoli danni per mancata manutenzione».

Uno sguardo al futuro

Analisi di Coldiretti che guarda al futuro dell'agricoltura in provincia di Lecce. «Per rinascere e affermarsi in termini competitivi nella rigenerazione dell'ambiente e nella promozione delle produzioni di qualità che la contraddistinguono sottolinea De Serio - non si può più prescindere dalla garanzia di un territorio non soggetto ad allagamenti, frane, smottamenti e dissesti, nonché dalla disponibilità di acqua nel momento in cui le coltivazioni ne hanno bisogno, nella quantità e qualità necessaria e ad un costo adeguato, ciò al fine anche di garantire quel paesaggio unico che costituisce il vero driver dell'economia e dell'occupazione».

Una sanatoria per i pozzi artesiani è quanto chiede invece Cia Agricoltori Italiani alla Regione Puglia, per provare a risolvere l'intensa siccità che perdura da mesi. «L'emergenza idrica in Puglia spiegano Benedetto Accogli ed Emanuela Longo, rispettivamente presidente e il direttore di Cia Salento - non è terminata, neppure dopo le ultime piogge che, in determinate aree della regione, sono state anche di forte intensità. L'opportunità di avere a disposizione acqua da destinare a uso irriguo consente agli agricoltori, soprattutto nelle zone soggette a lunghi periodi di siccità, di salvaguardare le piante. Nel Salento, in particolare precisano - è fondamentale favorire l'utilizzo di maggiori risorse idriche alla luce dell'oramai avviata rigenerazione olivicola. Ne va di mezzo lo sviluppo dell'agricoltura in un'area fortemente colpita dalla siccità e che trova nei pozzi artesiani una valida alternativa».

Criticità ambientale allo studio anche del presidente dell'ordine degli agronomi leccesi, Fabio Lazzari. «C'è stato uno sconvolgimento ecosistemico di portata storica, soprattutto per la velocità, oltre che per le dimensioni, con cui è intervenuto sul territorio. Questo non ha dato modo al sistema natura di ritrovare un nuovo equilibrio prosegue Lazzari - è necessario quindi attraverso degli interventi a carattere pianificatorio urgenti, ripristinare un equilibrio sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale. Nel quadro di ripresa e riforestazione bisogna puntare sulla figura dell'agricoltore, soggetto deputato alla cura e sviluppo dell'agricoltura, ma che da questa deve ricavarci un reddito. Da qui, attraverso la multifunzionalità dei servizi pubblici di natura ambientale, culturale e socioeconomica, che si originano automaticamente, si ottengono delle esternalità di cui tutti possiamo beneficiare sul piano ambientale».
 

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