Salento, non ci sono più posti barca a Otranto e San Foca

Il porto turistico di Otranto
Il porto turistico di Otranto
di Maurizio TARANTINO
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Venerdì 13 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:17

Pochi e - a volte - messi male. Il Salento arranca ancora nell’offerta dei posti barca. L’appeal del territorio mal si concilia con la disponibilità delle strutture portuali, incapaci di reggere l’urto delle richieste. 
Otranto è al completo, così come San Foca tanto per fare degli esempi, mentre in altre località ancora non si è riusciti a completare gli iter burocratici per la gestione moderna e attrattiva del porto.

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Difficile competere con altre località regionali

Un peccato per l’estremo lembo di Puglia che non riesce a competere con altre località nella stessa regione, come spiega Giuseppe Danese, presidente del Distretto Nautico Pugliese. «L’offerta turistica diportasti a in Puglia gode di ottima salute, la domanda è tanta ma i posti barca scarseggiano, vedi il Salento. In estate c’è overbooking di domanda e si sgomita per avere un posto barca a Leuca, Gallipoli, Otranto, fatto che diventa praticamente impossibile con le ultime restrizioni logistiche. Una fetta di mercato che stiamo perdendo nonostante il lavoro degli operatori che si sforzano di compensare questo gap prestando servizi è disponibilità al top per armatori ed equipaggi. Sono tanti i turisti che decidono di trascorrere le vacanze nei nostri porti a partire dal mercato dei transiti che ogni anno aumenta sempre più specie dopo il covid: siamo stati letteralmente assaliti da incoming di yacht provenienti da altri porti».

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Nel Salento solo 2.800 posti barca

Insomma una difficoltà operativa confermata dai numeri: il Salento, ad oggi, deve fare i conti con poco più di 2.800 posti barca sparsi per le diverse marine che sono, spesso, al completo già in primavera se non da anni prima. A Otranto c’è attesa per il nuovo porto turistico da 700 posti destinato a cambiare l’offerta dell’Adriatico salentino ma al momento non c’è la possibilità di utilizzare i 390 posti tradizionali a causa del mancato dragaggio della baia. «Le operazioni di dragaggio -sottolinea il sindaco Pierpaolo Cariddi- sono programmate in questi giorni. Vorremmo che i pontili fossero funzionali già dal 1° giugno prossimo. I posti, circa 170, sono già stati assegnati lo scorso anno e avranno validità per i prossimi 3 anni. Le richieste sono enormi, anche per i posti di competenza di Lega Navale e Assonautica, parliamo di dieci volte la capacità degli approdi. Vedremo in futuro».

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San Foca vuole ampliare

San Foca vuole fare un salto di qualità importante ampliando il porto turistico. «Intanto è prioritario riuscire ad avere l’intera proprietà della società mista- sottolinea il primo cittadino, Marco Potì- dopo le disavventure giudiziarie del socio privato di maggioranza. Allo stesso tempo c’è un progetto di ampliamento, l’allungamento del molo foraneo per cercare di triplicare i posti. Il porto turistico ne ospita 200 di una certa importanza. Vorremmo ampliarlo per poter ospitare barche più importanti. Abbiamo chiuso le pratiche col demanio regionale, possiamo procedere per la sistemazione dei locali commerciali nel porto e l’attrezzatura per la nautica. Vorrei evidenziare che il porto turistico è tra quelli che ha ricevuto la bandiera blu quindi garantisce servizi di ormeggio, docce bagni, uffici. Ma è sempre tutto esaurito. È il porto pivot più importante dell’area per questo auspico che il ministro e la Regione aprano dei canali di finanziamento per gli approdi».

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Ugento e Porto Cesareo attendono il piano regolatore

Ugento e Porto Cesareo attendono invece che sia messo a punto il piano regolatore del porto d’accordo con la Capitaneria, in modo da poter dividere le aree in maniera ottimale. «Nato come porto peschereccio il porto di Torre San Giovanni ha delle potenzialità enormi -dichiara il vicesindaco Massimo Lecci- però sconta ad oggi un iter complesso e molto lungo. In questi giorni stiamo cercando di definire l’intervento del dragaggio di 5 milioni di euro, realizzato da uno studio professionale di Roma. Ci saranno importanti interventi per l’infrastrutturazione a servizio dei pescatori che si orientano anche sul pescaturismo e poi per la piccola nautica da diporto, servizi correlati alla domanda turistica degli attuali 200 posti». Non molto diversa la situazione a Porto Cesareo, come spiega la sindaca Silvia Tarantino. «Siamo in fase di approvazione il piano portuale, poi ci saranno i bandi, in modo da dividere il piano portuale in base alle destinazioni, cioè le parti commerciali, i pescatori e altro. C’è ancora da lavorare, ma siamo fiduciosi che nei prossimi anni avremo un’offerta all’altezza». 

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