Tangenziale Est, la bretella "maledetta": in 18 anni decine di incidenti e tante vittime

La tragedia consumatasi nel 2006 sulla Tangenziale Est
La tragedia consumatasi nel 2006 sulla Tangenziale Est
di Andrea Tafuro
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Lunedì 6 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 11:20

La Tangenziale Est di Lecce, nata nel 2004 per decongestionare il traffico sui principali viali del capoluogo salentino, è tornata al centro delle polemiche dopo l’ultimo grave incidente stradale in cui ha perso la vita la 27enne Alessandra Musolino. Tragedie improvvise dovute alla fatalità, forse, sfortuna anche, ma non un’eccezione. Poco meno di un mese fa infatti un altro incidente simile in tangenziale, ma in quella circostanza con l’auto tagliata in due dalle lamiere stradali, il conducente ne è uscito quasi del tutto indenne.

Nel 2006 la prima vittima

Ma in diciotto anni di storia i sinistri stradali, anche mortali, non sono mancati lungo il tratto della tangenziale del capoluogo, di pertinenza del Comune di Lecce, che collega la viabilità proveniente dalla strada statale 613 Brindisi-Lecce da Brindisi con la strada provinciale 364 per la marina di San Cataldo e la strada statale 16 Adriatica per Maglie. Tragedie indelebili che hanno segnato famiglie e intere comunità. 
Il 27 luglio del 2006, a perdere la vita fu il leccese Daniele Greco. Mentre percorreva la tangenziale est in direzione Leuca con la sua Fiat Panda, giunto all’altezza dell’uscita del rione San Ligorio, un cane randagio attraversò la strada al giovane che perse il controllo dell’auto e andò a sbattere mortalmente contro il guardrail. 

Di 20 e 60 anni le altre vittime

Episodi simili nel 2009: Francesco Rizzello, 20 anni di Poggiardo ma residente a Lecce, vittima di un terribile schianto notturno sulla tangenziale Est, oppure il 60enne Cosimo Quarta, agricoltore di Novoli, volontario nella raccolta e nell’accatastamento delle fascine della “Focara di Sant’Antonio”, deceduto alla guida della sua Fiat Punto nel sinistro stradale in prossimità dell’uscita per San Cataldo-Lecce. Tragedie ripetutesi negli anni e anche con maggiore frequenza. E il presente purtroppo non fa eccezione. 

Dal Comune: «Più controlli»

Dal Comune di Lecce hanno fatto sapere che l’attività di verifica della bretella stradale “est” che circonda la città partirà nei prossimi giorni, come da programmazione stabilita dall’ufficio Lavori pubblici in accordo con la Polizia municipale. Interventi mirati ad implementare la sicurezza, rafforzare la segnaletica e stimolare l’attenzione alla guida in prossimità degli svincoli.

Il report della Polizia municipale

A chiarire però la gravità del fenomeno sono i numeri consolidati nel biennio 2019/2020, che emergono dai report elaborati dalla Polizia Municipale di Lecce. E che dovrebbero crescere ancora nelle prossime rilevazioni. Con le vittime in aumento, i dati sugli incidenti - 2019 e 2020 - non lasciano dubbi: 685 scontri sul territorio cittadino nel 2019, 471 nel 2020 segnato dalla pandemia covid. Tangenziali che indossano la maglia nera delle strade considerate più pericolose: svetta la Est con il più alto numero di sinistri (24), segue la Ovest con 19. E tra i segmenti più pericolosi segnalati: quello all’altezza di Giorgilorio e del carcere “Borgo San Nicola”, gli svincoli per San Ligorio e via vecchia Frigole, per lo stadio di Via del Mare, per Lizzanello e per Castromediano.

Gli orari

Diversi sono i comportamenti errati tra chi si mette al volante e che sono causa di numerosi incidenti: la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza, l’uso di sostanza stupefacenti o alcool, e la velocità troppo elevata. La maggior parte dei sinistri a Lecce città avviene nelle ore di punta. Non solo. Gli scontri più frequenti tra veicoli non avvengono solo di notte, quando magari la velocità è molto più elevata e la distrazione alla guida è solitamente maggiore, ma anche durante il giorno: dalle 7 alle 10, nella fascia oraria 11 - 14 (con 60 incidenti solo alle ore 13) e dalle 19 alle 3 del mattino. È nel weekend però che si contano gli incidenti più frequenti e spesso gravi. 

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