Salento, le presenze in spiaggia calano del 20 percento

Salento, le presenze in spiaggia calano del 20 percento
di Francesco DE PASCALIS
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Lunedì 15 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 12:17

Anche sotto l’ombrellone, in questa strana estate, siamo di meno. «Molti di meno», chiariscono i rappresentanti delle associazioni di categoria dei balneari, che - dati alla mano - hanno registrato il trend negativo già iniziato a luglio e proseguito ad agosto. E gli arrivi dell’ultima ora non possono certo risollevare le sorti di una stagione. Una diminuzione di presenze che viaggia a doppia cifra percentuali (stimata intorno al 20/25 per cento) rispetto al 2019 e del tutto imparagonabile con il biennio 20/21, quando in piena era covid era vietati gli spostamenti all’estero. 

Le opinioni

«Lunga vita agli imprenditori illuminati che offrono servizi adeguati al listino prezzi, senza essere condizionati dalla domanda di Salento, talvolta condizionata dalle mode del momento - dice Mauro Della Valle, presidente regionale di FID Confimprese Demaniali Italia -. Qui non c’è da nascondere un bel niente, anzi bisogna dirlo e rifletterci sopra a tempo debito. Quest’anno abbiamo registrato e registreremo al termine della stagione balneare un forte segnale di ribasso, che in molti casi è stato causato da aumento dei prezzi in maniera inadeguata alla qualità servizi offerti, con molti ospiti che hanno preferito spostarsi verso mete fuori dall’Italia. Comunque - conclude Della Valle - pur avendo riscontri di sold out, dal 10 al 20 agosto da parte degli oltre 200 imprenditori pugliesi associati alla FID Confimprese Demaniali Italia, dal prossimo anno, Governo permettendo, chiederemo di applicare almeno un 12% di sconto sui servizi alla balneazione, proponendo un legittimo allineamento del nostro comparto al settore alberghiero, nel merito dell’aliquota Iva che dovrebbe passare dall’attuale 22% al 10%, come appunto per gli hotels italiani». Anche Giuseppe Mancarella, massimo responsabile di CNA balneari, conferma il flop. «La stagione sembrava essere partita molto bene, con un giugno promettente ed una prima settimana di luglio piena - analizza Mancarella -. Poi però il mese di luglio si è dimostrato ampiamente negativo purtroppo. Un trend ampiamente ribassista, anche per quel che riguarda la presenza sulle spiagge salentine e pugliesi, che di fatto, saranno purtroppo replicati anche nelle tre settimane clou di agosto. Un calo serissimo che fa riflettere e che merita analisi sul futuro di comparto e generale sul turismo nei nostri territori». 

Le ragioni del calo 

In chiusura è lo stesso Mancarella a riflettere sui perché del calo di presenze, spiegando anche perché un aumento dei prezzi era inevitabile. «Documenti in nostro possesso e che utilizziamo per le nostre analisi di periodo, spesso riportano che gli stabilimenti balneari hanno aumentato in maniera importante i prezzi applicati alla clientela. Di fatto però - chiarisce Mancarella - le strutture balneari hanno argomentato il modus operandi, riferendo di ritocco dei prezzi in linea agli aumenti dovuti ad inflazione, rincaro delle materie, dell’energia. A cui occorre aggiungere l’adeguamento canoni demaniali, che complessivamente equivale a circa il 20% medio, con punte del 30%, laddove sono aumentati i servizi offerti. Ritocchi di prezzi che hanno riguardato tutti i settori, dalla ristorazione all’ospitality. Il calo è consistente e mai come questo periodo, appena i dati saranno resi pubblici, occorrerà studiare una strategia sinergica che veda coinvolte le istituzioni a tutti i livelli, Governo nazionale, associazioni di categoria, Regioni, Province e Città. Il rischio - conclude il presidente di CNA balneari - non è solo per il Salento o per la Puglia ma per tutta la nostra nazione. Spagna, Grecia, Croazia ed ora anche la Tunisia ci attaccano commercialmente su tutti i fronti». 

La preoccupazione dei balneari 

Laconico e perentorio il giudizio di Sandro Portaccio responsabile del Silb. «Siamo molto preoccupati per come sta andando la stagione balneare - afferma senza mezzi termini -. Luglio ci ha lasciati con l’amaro in bocca ed ora agosto, almeno sinora, sta purtroppo confermato il netto, nettissimo, calo di presenze sui territori, e che sinceramente non prevedevamo così forte. Ci dovremo chiedere i perché - conclude - e cercare senza tanti fronzoli di provare ad individuare e soprattutto esaminare le cause che hanno provocato tutto questo».
L’ultimo commento, ma non certo dell’ultima ora, è di Alfredo Prete, titolare di Lido York a San Cataldo. «Se poni la domanda sui cali a qualsiasi balneare, ti dirà che comunque la sua azienda ha lavorato. Ma fattivamente lui, l’imprenditore turistico balneare salentino, sa che dopo il picco dell’ultimo biennio, straordinario ed imparagonabile, è iniziata la discesa, che si augura si fermi già dalla prossima stagione. Del resto io l’ho sempre sostenuto - spiega l’ex presidente della Camera di Commercio di Lecce -, bisogna che il Salento comprenda una volta per tutte su quale tipo di turismo vuole puntare: medio-alto? Medio-basso? Siamo tra color che son sospesi, e lo siamo soprattutto perché non abbiamo un pianificazione strategica congiunta e sinergica. Fino a qualche anno fa il Salento godeva di appeal, ma era una moda che non si è mai trasformata in tendenza e le mode, si sa, sono passeggere. Speriamo di aver capito questa lezione e ci rimettiamo tutti attorno ad un tavolo a studiare e programmare il futuro dei nostri territori».

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