Torri, castelli e musei: monumenti aperti per Pasqua

Il weekend

Il castello di Otranto
Il castello di Otranto
di Rita DE BERNART
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Venerdì 15 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 16 Aprile, 08:24

Dallo Jonio all’Adriatico: mare, arte e cultura fruibili e accessibili tutto l’anno nel Salento. Otranto e Gallipoli rappresentano modelli virtuosi nella gestione del patrimonio artistico e culturale cittadino. Monumenti, castelli, frantoi, musei, nelle due cittadine sono visitabili in qualsiasi periodo, grazie a due differenti modalità gestionali che si avvalgono però, entrambe della stretta collaborazione tra pubblico e privato. Le aperture sono garantite e  i turisti apprezzano. 

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A Lecce molti beni non accessibili

Situazione paradossalmente differente a Lecce, considerata, per la maestosità del barocco e per la quantità di monumenti e beni architettonici, l’unica vera città d’arte pugliese. Molti di questi beni nella città barocca infatti non sono accessibili o sono fruibili soltanto a metà, a causa di operazioni di recupero e restauro o per questioni gestionali. Come in questo periodo. Per Pasqua e per l’intera primavera i visitatori che la sceglieranno per trascorrere le festività o per un breve soggiorno, troveranno chiusa una parte della città: proprio quella per la quale si sceglie di visitare luoghi come Lecce. Da qualche giorno il parco archeologico Rudiae non è più visitabile poiché è scaduta la convenzione tra Soprintendenza e la società A.r.va; indisponibili al momento anche le Mura Urbiche e l’Anfiteatro romano, e ancora il Teatro Romano, la Torre di Belloluogo e le Cave di Marco Vito. Tornando in riva al mare invece troviamo due sistemi organizzativi consolidati. 

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A Otranto monumenti aperti con i percettori del reddito di cittadinanza 

 Otranto l’amministrazione comunale ha scelto da qualche tempo di gestire in proprio il Castello aragonese e Torre Matta, attingendo per il personale alle “borse lavoro socialmente utile” o ai beneficiari del reddito di cittadinanza. A queste unità, che si occupano delle attività di apertura e chiusura e dei ticket d’ingresso, vengono affiancate guide turistiche specializzate per le visite. Per quanto riguarda le mostre invece si è scelta una gestione congiunta con le società che di volta in volta si occupano di portare e allestire l’evento. Sempre aperta anche la Cattedrale, a cura della chiesa, mentre la chiesetta bizantina, distante dal centro, sarà fruibile tra qualche settimana grazie ad un accordo tra comune e chiesa. «I nostri beni monumentali – commenta il sindaco Pierpaolo Cariddi- sono sempre fruibili, salvo qualche periodo in cui ci si occupa di allestire o disallestire un evento. Verso la fine di maggio al Castello sarà inaugurata la nuova mostra estiva di Salgado, mentre più o meno nello stesso periodo anche Torre Matta aprirà con la mostra su Carmelo Bene. Inoltre, in accordo con la Curia, abbiamo scelto di finanziare l’apertura della Chiesetta bizantina, accollandoci lo stipendio delle persone addette». E non solo, il Castello e il grande fossato sono utilizzati anche per grandi e piccoli eventi e concerti.

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A Gallipoli, le associazioni garantiscono le visite guidate

Anche a Gallipoli da oltre un decennio c’è sistema collaudato di gestione e fruizione del patrimonio culturale. L’associazione Amart, con la guida del dipartimento comunale cultura e della direttrice del Museo, si occupa dell’accoglienza e delle visite guidate di Museo Civico E. Barba, Museo del mare, Sala collezione Coppola e dell’apertura della Biblioteca comunale. Il gruppo organizza inoltre diversi eventi teatrali e convegnistici all’interno dei contenitori o delle chiese. Nel lunedì dell’Angelo questi luoghi saranno aperti, come di consueto, con orario continuato. Il Castello angioino è invece affidato alla società Orione che organizza visite, mostre ed eventi al suo interno. Sempre nel centro storico inoltre nel Chiostro di San Domenico c’è il Museo multimediale del mare curato dalle associazioni del Laboratorio Urbano. «È un modello che nel tempo si è dimostrato vincente – dice il sindaco Stefano Minerva- e ha permesso di far conoscere Gallipoli non solo come località di mare ma anche come destinazione culturale. Oltre ai contenitori comunali ci sono le tante chiese del centro storico, spesso aperte a cura delle confraternite, e i frantoi ipogei a gestione privata. A coordinare il tutto c’è poi il lavoro della pro loco cui è affidato il cartellone degli eventi e che si occupa di fornire ai visitatori».

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