Salento, evasione fiscale, in 16 a processo

Il Tribunale di Lecce
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Sabato 25 Giugno 2022, 13:35 - Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 10:06

Imprenditori che evadevano il fisco grazie alla complicità della commercialista e del consulente del lavoro? Lo stabilirà il processo al via il 2 novembre davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, per i 16 imputati rinviati a giudizio nell’udienza preliminare tenuta nei giorni scorsi dalla giudice Cinzia Vergine.

Si tratta della commercialista Annarita Simona Gabellone, 57 anni, di San Cesario; e del consulente del lavoro Vito Foggetti, 57 anni, di Lecce. Nonchè di Elisabetta Presta, 49 anni, di San Donaci; Angelo Gabellone, 55 anni, di San Cesario; Giuseppe Roma, 54 anni, di Brindisi; Dario Minerva, 61 anni, di Surbo; Salvatore Minerva, 56 anni, di Surbo; Pasquale Coppola, 55 anni, di Guagnano; Anna Paola Sorrento, 52 anni, di Guagnano; Giancarlo Cardignan, 55 anni, di Lecce; Mauro Falermo, 53 anni, di Formia (in provincia di Latina); Vito Quarta, Vito Quarta, 44 anni, di Veglie; Cosimo Romano, 64 anni, di Campi Salentina; Giuseppe Pinto, 65 anni, di Lecce; Nicoletta Marulli, 57 anni, di Surbo; e Gabriele Cino, 33 anni, di Carmiano.

Caduta l'accusa di truffa

L’udienza preliminare ha operato una valutazione critica dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Donatina Buffelli, e della Guardia di finanza: per 30 contestazioni la commercialista Gabellone, Foggetti, Presta, Salvatore Minerva, Dario Minerva, Pasquale Coppola, Anna Paola Sorrenti, Giancarlo Cardignan, Mauro Falermo e Vito Quarta sono stati assolti con la formula “perché il fatto non costituisce reato” poiché l‘evasione fiscale contestata non ha superato - ha ritenuto questo la gup Vergine - la soglia dei 50mila euro e dunque non è penalmente rilevante. Ed ancora, un capo di imputazione riguardante ancora la Gabellone e Vito Quarta è stato dichiarato prescritto. Caduta anche l’accusa di truffa: derubricato in compensazione indebita ma non avente rilevanza penale - ha detto l’udienza preliminare - perché i crediti inesistenti compensati non superano i 50mila euro.

Ciò ha consentito di dichiarare il non luogo a procedere per 16 imputati (35 gli imputati arrivati alla soglia dell’udienza preliminare).

Due condanne ed un'assoluzione

Altri tre imputati hanno scelto il rito abbreviato, due le condanne ed una l’assoluzione. Otto mesi di reclusione per Francesco La Stella e dieci mesi per Fabio Macchia, con le attenuanti generiche e la riduzione di un terzo della pena prevista dal rito.

Le accuse

Il processo in aula dovrà invece dire se è vero che la commercialista abbia avuto il ruolo di regista delle evasioni fiscali. E quale sarebbe stato il contributo offerto dal consulente del lavoro Foggetti, che risponde di cinque capi di imputazione. La professionista si deve difendere dall'accusa di avere presentato le dichiarazioni periodiche ed annuali ai fini del reddito e dell’Iva, di avere liquidato le imposte a debito-credito. Tutto questo -siamo sempre sul solo fronte dell’accusa - “con gli artifici e raggiri consistiti nell’operare indebite compensazioni delle somme da versare, redigendo e trasmettendo modelli F24 con indicazioni di crediti tributari inesistenti”, recita il capo di imputazione. Secondo questa ricostruzione la commercialista ed il consulente del lavoro avrebbero procurato profitti agli imprenditori causando un danno all’Erario: sarebbero stati così neutralizzati i versamenti di imposte e le tasse, ossia Iva, Irap, contributi previdenziali e ritenute Irpef a carico dei dipendenti. A difendere gli imputati, gli avvocati Gianfrancesco Palmieri, Rita Ciccarese, Andrea Starace, Christian Quarta, Alessandro Degli Atti, Alberto Corvaglia, Luigi Corvaglia, Daniela Faggiano, Giovanni Faggiano, Orazio Vesco e Danilo Spano.

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