Salento, la compagna ha il gesso: tutta la classe gioca a pallavolo da seduta

Salento, la compagna ha il gesso: tutta la classe gioca a pallavolo da seduta
di Maria DE GIOVANNI
3 Minuti di Lettura
Giovedì 17 Novembre 2022, 10:51

Una bella lezione di sensibilità e inclusione è arrivata dai ragazzi della 2C Informatica dell'Iiss Salvemini di Alessano, nel Salento. Nei giorni scorsi, gli studenti, insieme al professore di Scienze Motorie, Diego Banti, sono andati in palestra per l'ora di Educazione fisica. «Tra loro c'era anche un'alunna - racconta il docente - che gioca a pallavolo ma che, a causa di una frattura del malleolo, in questo momento è ingessata e cammina con le stampelle. Arrivati in palestra i ragazzi hanno chiesto una palla da pallavolo per fare dei palleggi tra di loro. La ragazza era seduta su una sedia vicina e ogni tanto partecipava al gioco rispondendo al palleggio che veniva indirizzato verso di lei. Vedendo questa scena, non ho resistito ho avuto l'idea di rompere questa barriera che, costringeva l'alunna seduta a guardare dal basso gli altri compagni che giocavano in piedi. Ho proposto a tutti di mettersi sullo stesso piano e di giocare una partita di sitting volley, la pallavolo paraolimpica dove i giocatori giocano tutti da seduti».

L'esperimento

Così, in men che non si dica il prof, non avendo modo di mettere una rete bassa al centro del campo, ha preso alcune sedie di plastica che c'erano in palestra e ha improvvisato una rete su un nuovo quadrante di gioco. I ragazzi sono stati tutti felici del nuovo modo di giocare e il prof, un ex giocatore professionista di pallacanestro di serie A, dall'anno scorso presente in quella palestra anche per allenare i ragazzi in un corso di basket.
«Siamo molto contenti del gesto del professore - spiega la dirigente Chiara Vantaggiato questo suo atteggiamento sposa a pieno tutti i progetti inclusivi della nostra scuola che, in una ottica di crescita e inclusione, vanta davvero tanti riconoscimenti, tenuto conto che c'è un altro progetto denominato Tutti in campo, sempre realizzato dal professore Banti, che è un testimonial anche sociale e inclusivo. E infine un altro traguardo che speriamo si realizzi presto è un progetto di ippoterapia, facendo approcciare i ragazzi all'ippica». Insomma, il Salvemini si conferma una scuola per tutti, dove inclusione è parola d'ordine sia per gli studenti che per i docenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA