Bestemmie sui manifesti: scoperta choc in paese. È polemica

Bestemmie sui manifesti: scoperta choc in paese. È polemica
di Pierangelo TEMPESTA
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Venerdì 6 Maggio 2022, 21:28 - Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 12:26

La bestemmia viaggia sui manifesti. A Taviano ci si interroga su chi abbia avuto l'idea di affiggere, in almeno due punti della città, poster apparentemente goliardici ma dal chiaro contenuto blasfemo. Le telecamere installate in paese potrebbero aiutare il Comune a individuare gli autori del gesto.

La scoperta choc in paese

Un manifesto è stato affisso in via Castelforte, su una cabina elettrica, e ritrae la parodia della pubblicità di un noto aperitivo analcolico nella quale, al posto del nome della bevanda, con un fotomontaggio è stata inserita una bestemmia. E c'è anche lo slogan, pure questo modificato “a tema”. L'altro manifesto, invece, è stato posizionato sotto la pensilina di attesa dell'autobus di via Gallipoli. Ritrae i personaggi del videogioco «Cuphead», nel quale i protagonisti, due tazzine, devono sconfiggere una serie di nemici per ripagare il loro debito con il diavolo. Lo slogan del gioco è “Don't deal with the devil” (“Non trattare con il diavolo”), ma chi ha creato il manifesto lo ha modificato in “Don't deal with Jesus”.

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L'affissione dei due manifesti è avvenuta con ogni probabilità nella notte tra domenica e lunedì. E, come è facile immaginare, le foto dei due poster hanno fatto in poche ore il giro dei social e delle app di messaggistica, scatenando da un lato ilarità, dall'altro indignazione in chi si è sentito offeso dal messaggio. Sono stati gli stessi amministratori comunali a rimuovere i manifesti e a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine per cercare di individuare i responsabili della loro affissione.

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Il sindaco

«Abbiamo rimosso i manifesti lunedì mattina - spiega il sindaco, Giuseppe Tanisi - e abbiamo prontamente informato i carabinieri, chiedendo loro di cercare di individuare i responsabili di questo gesto, anche con l'ausilio delle telecamere installate su via Gallipoli». Da parte dell'amministrazione comunale arriva la «piena condanna per quanto accaduto. Ma - aggiunge il primo cittadino - non vogliamo dare ulteriore importanza a questi gesti e, soprattutto, a chi mettendoli in atto e diffondendoli sui social cerca solo di attirare l'attenzione». Per il parroco della parrocchia “San Martino di Tours”, don Lucio Borgia, si è trattato «di una bravata, ma rimane comunque un brutto gesto, per fortuna circoscritto. Sono stati bravi e veloci gli amministratori a rimuovere subito i manifesti».

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