Assalto alla spiaggia libera. Una corsa sfrenata non contro il tempo, ma per accaparrarsi il miglior posto fronte mare. Mano destra ombrellone, mano sinistra sdraio... e in spiaggia compare persino un blocco di cemento.
É quello che è accaduto qualche giorno fa sull'arenile di Spiaggiabella località di Torre Rinalda, una delle marinerie di Lecce città. La denuncia - puntuale e corredata da foto - arriva da Facebook. «Vedete quel bel cilindrone di cemento? Beh, non era solo in spiaggia - racconta Marta -. Ce n'erano altri 4, tre occupati ed uno libero. È così che un turista per caso ha scelto di piantare il suo ombrellone e di godersi allegro il mare in compagnia della famiglia. Il benvenuto avrà pensato di darglielo una signora, che arrivata in spiaggia con l'ombrellone e la seggiola ha iniziato ad inveire contro il mal capitato. Ti devi spostare, questo è il mio posto. Ed il turista scioccato che replica, ma signora il suo posto? E dove sta scritto?». Già dove sta scritto se la spiaggia è libera.
 

Il diverbio tra i due va avanti per un po', il confronto diventa scontro fino a quando la signora, sempre più arrabbiata, non chiarisce al turista un concetto: «Lo sanno tutti qua, questo è il mio posto e qui, accanto, si mette la mia vicina. E lei è un gran maleducato». Pure.
Un battibecco che continua fin quando la signora non urla: «Se avessi trovato l'ombrellone senza di lei sa che avrei fatto? Glielo avrei buttato al largo». Il finale? Sa tanto di morale della favola. Dopo 10 minuti di batti e ribatti, il turista sceglie le vie brevi. Si sposta e fa felice la signora, consegnandoli un pezzo di spiaggia come se quella fosse sta affidata in concessione alla donna.
Scene come questa, va detto purtroppo, sui nostri arenili, dallo Jonio all'Adriatico, sono divenute incredibile normalità. E non bastano le operazioni della capitaneria di Porto a fermare un tristissimo fenomeno che negli ultimi anni è cresciuto di pari passo ai turisti che hanno scelto i litorali salentini per le loro vacanze. Da Gallipoli a Porto Cesareo, da Ugento a Pescoluse, da Torre dell'orso a San Foca.
Praticamente un vizio diffuso un po' ovunque. Basta farsi un giro sui social, nei vari gruppi di denuncia e disservizi, per provare foto alla mano, l'evolversi di questi comportamenti poco etici e sicuramente contrari alle leggi ed al senso civico. Per non dire dell'accoglienza turistica. «Come ogni anno la nostra pagina - spiega Stefano De Maglio, professionista che gestisce una pagina di denuncia di disservizi perpetrati sul territorio di Porto Cesareo - registra impotente decine e decine di post di utenti che denunciano il triste primato dell'occupazione abusiva di spiagge libere con ombrelloni posizionati fin dalle prime luci dell'alba o, addirittura, durante la notte. Come ogni anno, poi - continua De Maglio - dobbiamo assistere all'impotenza dell'autorità locale malgrado gli sforzi degli operatori per debellare questo malcostume. Dopo qualche sequestro infatti i soliti furbastri ritornano imperterriti ad agire. La soluzione? Lo ripetiamo da anni - conclude -. Un'incisiva attività di videosorveglianza, che porterebbe sia all'individuazione dei responsabili che al loro deferimento all'autorità giudiziaria, con costi e danni ben più consistenti per i trasgressori, rispetto al sequestro dell'ombrellone o della sdraio. In pratica il gioco non varrebbe più la candela e restituiremmo ordine e legalità in tutte le marine salentine».
 
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Domenica 12 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:07