Rifiuti, sì all'impianto di compostaggio privato: servirà le province di Lecce e Brindisi. Ecco dove sorgerà

Giovedì 21 Ottobre 2021 di Cristina PEDE

La provincia di Lecce avrà presto il suo primo impianto di compostaggio... ma nel territorio brindisino. Non proprio a casa, quindi, ma nelle vicinanze. Ma la speranza dei sindaci e dei cittadini è la stessa: che il nuovo impianto possa presto porre fine ai viaggi della speranza del nostro organico (spesso fuori regione) che tanto fanno alzare il costo dello smaltimento per le casse comunali, facendo - di conseguenza - facendo schizzare sempre più in alto la Tari.
Dai giudici via libera definitivo all'impianto di compostaggio di Erchie, in provincia di Brindisi: rigettato dal Consiglio di Stato il ricorso del Comune in avverso la sentenza del Tar che legittimava l'attività del nuovo centro. L'impianto di compostaggio è legittimo e può andare a regime per bruciare spazzatura e produrre energia.

 

Il verdetto

 


Lo ha stabilito la sentenza del Consiglio di Stato che segue quella del Tar di uguale parere. Ad appellarsi era stato il comune di Erchie con a capo il sindaco Pasquale Nicolì che già dai tempi della campagna elettorale prima della sua elezione aveva promesso battaglia. Un impianto da 80mila tonnellate per la produzione di biogas dalla combustione dei rifiuti, per arginare in parte il problema di smaltimento per le province di Brindisi e Lecce, appunto, per la frazione organica dei rifiuti e verso la riduzione delle tariffe.
Il Consiglio di Stato ha infatti autorizzato l'entrata in funzione dell'impianto di compostaggio nel Comune di Erchie dove, al termine dei lavori, potranno essere conferiti i rifiuti organici raccolti in provincia di Lecce e Brindisi, evitando così gli aggravi di costi connessi al trasporto verso impianti del nord Italia.
Con sentenza pubblicata martedì scorso, la Quarta Sezione del Consiglio di Stato (Presidente Roberto Giovagnoli, Estensore Giuseppe Rotondo) ha respinto l'appello proposto dal comune di Erchie avverso l'autorizzazione concessa dalla Regione Puglia all'entrata in esercizio dell'impianto di compostaggio realizzato dalla società Heracle di Venezia.


Il Comune aveva contestato alla ditta di aver variato il progetto rispetto alla sua impostazione originale, introducendo delle modifiche sostanziali che avrebbero richiesto una nuova autorizzazione, per i circa 12mila metri cubi in più realizzati rispetto al progetto approvato. I Giudici amministrativi hanno invece condiviso le tesi difensive degli avvocati Luigi Quinto ed Andrea Pavanini che, nell'interesse della società, hanno dimostrato l'erroneità della qualificazione da parte del Comune della modifica come sostanziale. La tesi dei difensori della società era già stata accolta dal Tar. Il Consiglio di Stato, all'esito del giudizio d'appello, ha dichiarato improcedibile l'impugnazione del comune per effetto della sopravvenienza dell'Autorizzazione Unica rilasciata dalla Regione, che ha consolidato i titoli autorizzativi. Tutto ciò nonostante la Regione Puglia e la Provincia di Brindisi abbiano deliberato la dichiarazione di emergenza climatica.
Il via libera del Consiglio di Stato consentirà l'entrata a regime dell'impianto, avviato in via provvisoria da qualche settimana, con una forza lavoro di circa 100 unità tra operai comuni ed operai specializzati, che si ridurrà a 20 unità per la fase di gestione. Inoltre produrrà energia elettrica in via esclusiva per l'autoconsumo.
Le proteste dei comitati nati contro l'impianto si sono susseguite nel tempo fino a coinvolgere altre associazioni ambientaliste del territorio, soprattutto dopo l'intervento di alcuni esperti. In particolare lo scienziato italiano Vincenzo Caprioli aveva consegnato al comune di Erchie una relazione sugli effetti della combustione a biogas sulla popolazione e sull'ambiente.

Ultimo aggiornamento: 18:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA