Rieletta in Consiglio, licenziata dal Mercatone Uno: le 48 ore di fuoco dell'ex assessore

Martedì 28 Maggio 2019 di Paola ANCORA
Silvia Miglietta

Silvia ha 44 anni e se la incontri per strada, senza conoscerla, cederesti facilmente al pregiudizio somatico, pensando che è una donna fragile. Minuta, caschetto sale e pepe di chi sa sfidare il futuro senza paura di invecchiare, borse grandi e abiti comodi che tradiscono la vita di donna, madre - di due ragazzi - e lavoratrice. Silvia è Silvia Miglietta, già assessore alle Politiche del lavoro e alle Pari opportunità dell'ultima Giunta Salvemini. Rieletta ieri, con il triplo delle preferenze raccolte nel 2017. Voti conquistati sul campo, «con impegno e senza tradire me stessa» dice lei agli amici. Tradotto: non ha sfruttato la sua posizione "di potere" da assessore uscente, ma ha scelto e vissuto la stessa campagna elettorale di due anni fa. Sempre duemila santini, sempre duemila fac simile, sempre strada per strada, forte dei principi di una sinistra genuina, forte del valore dell'antifascismo che Miglietta ha sempre rivendicato con orgoglio, anche quando l'alleanza con Andare Oltre - tornato ora alla "casa madre" del centrodestra - avrebbe suggerito maggiore cautela e un silenzio più calcolatore.  

Silvia, oggi, è la più suffragata di Lecce Città Pubblica, ma la festa per la vittoria elettorale al primo turno di Carlo Salvemini, confermato sindaco di Lecce, per lei è durata poche ore. Stamattina è corsa a Bari, al tavolo regionale sul fallimento del Mercatone Uno, che a lei - già capo reparto - e ad altre migliaia di lavoratori ha comunicato il licenziamento con un messaggio di whatsapp. Al tavolo di oggi, la Regione si è detta disponibile ad avviare per gli ex lavoratori del Mercatone Uno lo stesso percorso di scounting e formazione seguito per gli ex Bat. E ha garantito che siederà al tavolo convocato dal ministero per lo Sviluppo economico, il prossimo 30 maggio, durante il quale sarà dedicata una attenzione particolare anche al nodo della rivendita di San Cesario, sulla quale pende uno sfratto. Si pensa di attivare gli ammortizzatori sociali anche in modo retroattivo, ma le migliaia di famiglie orfane di un impiego non hanno chi chieda, per loro conto, l'attivazione degli ammortizzatori sociali: le procedure di amministrazione straordinaria, infatti, sono state trasferite dal tribunale di Milano a quello di Bologna. 

«E' stato il mio lavoro per 20 anni - dice Miglietta a Quotidiano - e il lavoro era ed è il tema centrale della mia vita». La battaglia per riavere un impiego, dunque, è appena cominciata. Il futuro, per Miglietta, è una attitudine, come la fatica, rivendicata tanto nel lavoro che nella politica. «Per me - prosegue - la politica non è lavoro, è impegno disinteressato per la nostra comunità. L'ho sempre vissuta così».  E prosegue, soffocando in gola la preoccupazione per il futuro, l'ansia comprensibile, la paura di non farcela: «Del Mercatone se ne deve parlare, il più possibile. Nessuno di noi, nessun lavoratore mai dovrebbe ricevere un simile trattamento, lesivo della dignità».

E la sua storia diventa un simbolo per tutti, l'immagine di una caduta, la fame di riscatto e di giustizia sociale, il grido per rimettere al centro il lavoro in questa epoca di diritti a giorni alterni, di libertà negate e precarietà. Adelante, Silvia, adelante. 

Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 16:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA