Rider sfruttati e sottopagati Controlli anche a Lecce: sanzionata una pizzeria

Martedì 2 Giugno 2020 di Katia PERRONE
Gli annunci sia sulle piattaforme del delivery che su canali privati sono chiari. Li ricercano educati, veloci, disponibili a turni per consegne serali, e preferibilmente auto o moto muniti. Ed in alcuni casi anche in grado di provvedere autonomamente ad equipaggiamento e dispositivi anti covid. Di contro gli offrono una paga oraria da fame, appena 5 euro netti l'ora e appena 3 euro a consegna.
È spesso questa la vita di un rider. O, meglio, di molti dei circa mille rider ascoltati nel fine settimana dai carabinieri del Nucleo tutela del lavoro, in collaborazione con i colleghi dei comandi provinciali di tutta Italia, dopo l'indagine sul caporalato delegata al nucleo specializzato in materia lavoro dell'Arma dalla Procura della Repubblica di Milano. Sotto i riflettori la gestione del rapporto di lavoro tra le piattaforme virtuali del food delivery e i fattorini del cibo a domicilio ingaggiati, e che ha portato, nei giorni scorsi, al commissariamento della piattaforma Uber Italy.
Controlli avviati anche a Lecce ed eseguiti dai militari del Nucleo Tutela del Lavoro del capoluogo presso attività di ristorazione e pizzerie della città barocca, attraverso attività mirate a verificare le reali condizioni di inquadramento dei lavoratori, lo svolgimento del servizio, gli orari di lavoro, le forme di tutela garantite, dal punto di vista della sicurezza personale e sanitaria. Così come è accaduto su tutto il territorio nazionale, anche a Lecce sono stati controllati i fattorini del food delivery e, naturalmente, anche le attività per le quali svolgevano le consegne. Controlli che non sono serviti, come si può facilmente pensare, a sanzionare i rider ma a verificare le reali condizioni lavorative e a tutelare ogni singolo lavoratore, sia esso studente o neo laureato, cittadino italiano o straniero, da forme di inquadramento anomale o, peggio ancora, di sfruttamento. Nei controlli è incappata anche una pizzeria di Lecce che, secondo quanto appurato dai militari, aveva reclutato un fattorino che svolgeva l'attività in nero percependo una paga oraria, e per le consegne effettuate con il proprio mezzo, assolutamente esigua.
L'attività di controllo dei militari non si è limitata solo all'ascolto dei dipendenti e dei titolari, ma ha riguardato anche i locali e il rispetto delle norme sanitarie nello svolgimento dell'attività da parte del personale tanto da far scattare anche una sanzione di 6mila euro elevata dai carabinieri nei confronti del titolare della pizzeria per mancato rispetto della normativa anti Covid sul posto di lavoro. Il riscontro delle due irregolarità aveva fatto scattare, in un primo momento, anche l'applicazione della normativa che prevede la sospensione dell'attività, venuta meno solo dopo il pagamento della sanzione amministrativa da parte del titolare dell'attività che ha poi provveduto a regolarizzare il dipendente. I controlli eseguiti nel fine settimana, e che hanno interessato alcune attività di ristorazione da asporto, non saranno gli unici. Così come la realtà del mondo dei rider fotografata a livello nazionale potrebbe non discostarsi molto da quella salentina.
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