Troppi ricoveri, tutto esaurito in Rianimazione al "Fazzi"

Giovedì 21 Gennaio 2016
“Tutto esaurito” nella Rianimazione del Fazzi che letteralmente sta scoppiando e i pazienti stazionano in sala operatoria in attesa che si liberi un posto letto o che, una volta stabilizzati, possanoessere trasferito nella Rianimazione di un altro ospedale. E ancora. Prima di arrivare all’estrema ratio della collocazione del paziente in sala operatoria, nelle stanze di degenza un po’ più ampie viene messo un secondo letto. Oltre ai disagi che comporta questa situazione c’è anche un problema legato alle infezioni ospedaliere perché in queste condizioni il rischio aumenta notevolmente. Il direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione, Giuseppe Pulito, ha più volte segnalato al 118 che il reparto è “sold out”, ma dalla centrale operativa continuano a portare pazienti.

Il “tutto pieno” in Rianimazione non è un fatto circoscritto, ma un evento quotidiano. L’altra notte, ad esempio, un paziente della Neurochirurgia è rimasto in sala operatoria perché non c’era posto in Rianimazione. Questo vuol dire che la sala operatoria rimane bloccata e, son dolori, se arriva un’urgenza (fatto anche questo quotidiano, tant’è che al Fazzi si opera anche di notte).

I posti letto di Rianimazione sono 15, ma ci sono sempre due se non tre pazienti in più. E ancora. Il personale, già carente sui 15 posti letto, si trova un sovraccarico di lavoro per la maggiore presenza di pazienti tenuto conto che si tratta di persone che richiedono assistenza e monitoraggio costante. Lo scorso anno sono stati 600 i pazienti ricoverati in Rianimazione e il 30 per cento di questi sono della Neurochirurgia. A differenza di Cardiochirurgia che ha una sua terapia intensiva post operatoria, infatti, i 4 posti letto della Neurochirurgia sono stati soppressi per carenza di personale. Un gatto che si morde la coda perché il problema si è scaricato su Rianimazione e quell'area è libera e disponibile, volendo.

A questo problema si aggiunge il fatto che sul Fazzi si riversa tutto, anche quei casi che, secondo Pulito, potrebbero essere dirottati negli ospedali periferici. In premessa va detto che i posti letto di Rianimazione hanno bisogno di una postazione con apparecchiature speciali necessarie a mantenere in vita i pazienti e a monitorare le loro condizioni. Per farla breve non è possibile ricorrere all’extralocazione (che pure crea disagio a pazienti, medici e infermieri) in un qualsiasi reparto come accade normalmente negli ospedali salentini, Fazzi in testa che in questi giorni è in particolare affanno con i ricoveri (nella giornata di ieri si contavano 15 extralocati).

Quindi? Se i posti letto sono tutti occupati non si possono fare “miracoli”. Sinora in reparto si sono barcamenati con soluzioni di fortuna e trasferendo i pazienti stabilizzati a Casarano e a Scorrano, ma è vero che lo stress comincia a farsi sentire e dal reparto arriva la richiesta di un migliore coordinamento della rete dell’emergenza-urgenza, oltre a un rinforzo del personale. Servono rianimatori (ce ne sono in servizio 13, ma ne servirebbero almeno altri 5) e infermieri. E poi? Anche la strumentazione ha bisogno di ammodernamento. Pulito ha fatto richiesta di materiale sanitario per monitorizzare l’attività cardiovascolare e gli ecografi per le sale operatorie. E già. In sala operatoria, dove ormai l’ecografo è uno strumento indispensabile, si va avanti con il “prestito”, ossia viene utilizzato l’ecografo in dotazione alla Rianimazione (ma il trasferimento della macchina spesso procura guasti) o si fa come nel “buon tempo antico”: tradotto con le tecniche tradizionali. Così dal reparto salvavita per eccellenza (senza dimenticare che un ruolo importante lo giocano, sugli interventi in emergenza, anche il pronto soccorso, il gruppo di reparti che curano le malattie cardiache e Ortopedia) arriva un chiaro help. Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 07:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA