Ricercatori e carriere, “promozioni” per anzianità: Pollice va sotto in Cda. «Ma ci riproverò»

Venerdì 3 Luglio 2020 di Maddalena MONGIò
Tre a due. Si è chiusa così la votazione sul Piano triennale dei fabbisogni del personale 2020/2022, all'ordine del giorno nell'ultima seduta del Consiglio di Amministrazione di UniSalento. E sotto è finito il rettore Fabio Pollice: bocciata la sua proposta sulle progressioni di carriera legata al criterio dell'anzianità di servizio.

Primi risultato: delusi gli 82 ricercatori a tempo indeterminato in possesso dell'abilitazione scientifica per associato oppure per ordinario (in qualche caso ci sono ricercatori in possesso di entrambe). La platea dei ricercatori a tempo indeterminato che dalla riforma Gelmini in poi fanno i conti con la carriera bloccata è di 186, ma solo il 44 per cento può concretamente aspirare al salto verso la prima o la seconda fascia della docenza essendo in possesso dell'abilitazione scientifica nazionale.

La proposta del rettore Pollice non è passata dopo una votazione, come si diceva, con due voti a favore, due contrari e un astenuto. La motivazione addotta da chi ha espresso dissenso riguarda i criteri che sarebbero stati applicati se il Piano dei fabbisogni del personale avesse avuto il via libera.
Chi si è messo di traverso ritiene che, premiando l'anzianità di servizio, sarebbe stato penalizzato il parametro del merito. E questo perché «l'anzianità non è una garanzia», sostiene, appunto, chi è contrario.

E Pollice? Al momento del voto il rettore ha deciso di andare sino in fondo mantenendo ferma la sua posizione. Anche questa una scelta, per così dire politica, che permette di mettere le carte in tavola in modo trasparente. Una scelta che ricalca quanto promesso da Pollice in campagna elettorale ai ricercatori a tempo determinato riguardo alla loro possibilità di uscire dal tunnel senza sbocco in cui si trovano da anni.

E c'è di più. In ballo c'è anche la partita risorse che potrebbero aumentare se la progressione di carriera sarà il più ampia possibile. Argomenti che Pollice ha rappresentato in Cda, anche se la sua linea, quantomeno in prima battuta, non è passata.
Un fatto c'è. Il rettore si trova, dunque, al primo vero scoglio politico da superare da quando si è insediato. Raggiunto telefonicamente, lo stesso Pollice spiega che «mi sono stupito di questa presa di posizione del Consiglio di amministrazione perché in realtà questi criteri sono stati condivisi con i rappresentanti dei ricercatori e sono andato in ogni Consiglio di Dipartimento a parlarne. I criteri nascono, quindi, da un processo di concertazione, ma prendo atto della decisione del Cda. Cosa farò ora? Vedrò di apportare alcune modifiche che faranno comprendere meglio i vantaggi per la comunità evitando che l'Ateneo possa subire perdite».

Qual è il punto che ha procurato il mal di pancia di qualcuno e scontentato tanti altri? «In particolare, cruciale importanza riveste la qualità della produzione scientifica dei ricercatori e dei docenti neo-reclutati, - si legge nel Piano per i fabbisogni - dal momento che il 20% della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario è assegnata in base al numero di punti organico impiegati per questi ultimi (in misura del cosiddetto indicatore IRAS2): è dunque opportuno, a parità di risorse disponibili, massimizzare il numero di neo-reclutati al fine di ottenere finanziamenti più cospicui, valorizzando nel più ampio modo possibile il numero di progressioni da parte di ricercatori e docenti titolari di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN). Anche la strategia legata al miglioramento dell'offerta formativa, ottimizzata per andare sempre più incontro alle esigenze del territorio, richiede accorte scelte programmatiche in grado di favorire un incremento del numero di ore erogabili dai docenti, nel rispetto dei carichi didattici previsti dai regolamenti e tenendo conto dei limiti delle disponibilità finanziarie dell'Ateneo».

Una platea ampia e quindi si dà peso all'anzianità di servizio sanando in questo modo questa la linea di Pollice - un'ingiustizia subita dai ricercatori a tempo indeterminato bloccati nella carriera, ma fondamentali per la didattica. Ultimo aggiornamento: 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA