Quattro colpi di pistola sparati dallo scooter: agguato in stile mafioso contro un 32enne

Venerdì 9 Agosto 2019 di Erasmo MARINAZZO
Agguato in stile mafioso ieri mattina alla periferia di Soleto: due uomini in sella ad uno scooter hanno inseguito e sparato sette colpi di pistola contro un operaio. Sparato ad altezza uomo. Sparato per uccidere: Alberto Specchia, 32 anni, di Martano, con residenza a Zollino è stato colpito al braccio (due volte), al polmone ed alla gamba sinistra. Si è temuto il peggio, sulle prime, in giornata il quadro clinico è stato stabilizzato ed ora Specchia si trova ricoverato nel reparto di Ortopedia dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. La prognosi resta riservata.

Agguato in stile mafioso che ha visto vittima un uomo sconosciuto agli archivi delle forze dell'ordine. Il che sta complicando la ricerca della verità: il movente non è ancora chiaro, non fosse altro perché non risultano coinvolgimenti di Specchia in contesti come quelli che lascerebbero immaginare le modalità dell'agguato.
Quattro colpi andati a segno su un totale di circa sette, la prima ricostruzione dei carabinieri del Nucleo investigativo, della Compagnia di Maglie e della stazione di Soleto. Con una pistola a tamburo, poiché non sono stati trovati bossoli lì in viale D'Italia, strada che incrocia con la via per Martano.

Un agguato pianificato, questo è stato subito evidente. Da qualcuno che conosce le abitudini di Specchia. E che conosce una zona: Specchia è passato verso le 6.20 alla guida di uno scooter Yamaha 250 XMax, in un tratto di strada dove da una parte c'è solo campagna e dall'altra case per lo più disabitate. L'orario, una mezz'ora dopo l'alba, ed il luogo, ideali per non dovere fare i conti con la testimonianza di qualche passante.
La traiettoria delle pistolettate ha incrociato quella dell'XMax mentre Specchia stava raggiungendo un cantiere edile per iniziare la giornata. Le ferite gli hanno fatto perdere il controllo ed è finito a terra. Sanguinante, e mentre chi ha sparato ha preso probabilmente via Kennedy per immettersi sulla strada per Sternatia, si è trascinato per un centinaio di metri lasciando evidenti tracce di sangue. Fino a trovare chi gli ha risposto al suono insistente del campanello: «Due in scooter mi hanno ferito a colpi di pistola», le parole usate per chiedere aiuto.

Da quel momento si è messa in moto la macchina dei soccorsi e delle indagini. Di turno in Procura c'era ancora il pubblico ministero Maria Vallefuoco che si è occupata delle ultime indagini più delicate della criminalità del circondario di Maglie. Come la Tornado che ha messo in rilievo l'esistenza di una criminalità organizzata facente capo a Scorrano e con le mani sul traffico e lo spaccio di droga: il business illecito numero uno nel Salento.
Qualche nesso fra quel contesto ed il tentato omicidio di ieri mattina? E' una delle piste che stanno vagliando gli inquirenti, non fosse altro per un atto dovuto. Non fosse altro perché tutti gli omicidi tentati e riusciti degli ultimi anni sono maturati sempre in questo ambito. Non ci sono tuttavia elementi concreti per il momento.

Le indagini si stanno inoltre concentrando sulla vita privata della vittima e per questo ieri mattina i carabinieri hanno ascoltato i familiari e la compagna che gestisce un noleggio di ombrelloni e sdraio a Torre Dell'Orso. Anche per capire se e quale interesse abbia Specchia in questa attività e se possa avergli causato dei contrasti con gente che non si fa tanti scrupoli a sparare per ammazzare.

Gli impianti di videosorveglianza? I carabinieri li hanno cercati al negozio di frutta, al supermercato ed alla casa di riposo. Non sembra comunque un caso da risolvere in poche ore. Ci vorrà del tempo, ma gli inquirenti sono fiduciosi. Non fosse altro per avere risolto finora quasi tutti i fatti di sangue.
  Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 08:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA