Proteste contro Tap: 46 indagati per scritte e minacce durante le manifestazioni

Proteste contro Tap: 46 indagati per scritte e minacce durante le manifestazioni
Un avviso di conclusione delle indagini è stato notificato nelle scorse ore a 46 indagati nell'inchiesta sulle manifestazioni non autorizzate contro la realizzazione del gasdotto Tap a San Foca. Contestati vari episodi (minacce, intimidazioni, insulti, scritte sui muri, danneggiamenti e lancio di oggetti), per un totale di 78 capi d’imputazione, sulla scorta delle indagini condotte dagli agenti della Digos di Lecce nel 2017 e nel 2018 per conto della Dda e della Procura ordinaria.

L'indagine, come detto, va da novembre del 2017 fino al 19 giugno del 2018 ed è basata sulla raccolta delle centinaia di filmati che hanno ripreso cortei, manifestazioni e raduni della protesta dei No Tap contro la realizzazione del gasdotto a Melendugno.

Tra gli episodi contestati il lancio delle uova piene di vernice rosa contro la sede Tap durante la manifestazione del 24 novembre del 2017, quando una quarantina di manifestanti, radunatasi nelle vicinanze dell’Hotel President, raggiunse via Templari dove hanno sede gli uffici della multinazionale.  E c'è anche l'episodio dello scorso 8 dicembre quando uno degli indagati avrebbe tentato di impedire a un fotografo di immortalare la manifestazione tentando di sottrargli la macchina fotografica.

Nel gennaio del 2018, invece, in quattro avrebbero impedito ai veicoli delle maestranze impegnate nella costruzione del gasdotto di entrare e uscire dal cantiere posizionando delle pietre al centro della strada e sferrando calci e pugni contro alcuni furgoni delle ditte impegnate nell'appalto.
 
Il 9 febbraio ancora il blocco dei varchi di accesso al cantiere diMelendugno attraverso il posizionamento di massi. Tra gli episodi più gravi, poi, quello del 2 marzo scorso quando - secondo gli inquirenti - in quattro avrebbero costretto una dipendente dell’istituto di vigilanza dell’AlmaRoma (che gestisce il servizio di guardianìa del cantiere Tap) ad abbandonare il posto di lavoro. 


L’avviso di conclusione delle indagini, a ciascuno secondo le ipotesi di reato contestate, diversificate in base alla gravità, è stato notificato ad Angela Argentiero, 29 anni, di Grottaglie; Antonella Bizzarro, 37 anni, di Melendugno; Ilaria Bonazza, 31, residente a Muggia (Trieste); Roberto Bottamedi, 29 anni, di Civezzano (Trento); Marco Caione, 38 anni, di Roma; Mattia Candido, 20 anni, di Melendugno; Maria Concetta Cappello, 42 anni, di Scorrano; Marco Carati, 31 anni, di Martano; Stefano Coppola, 47 anni, di Carmiano; Lorenzo Cortese, 41 anni, di Melissano; Valentino Curlante, 36 anni, di Melendugno; Leonardo Curti, 45 anni, di Lecce; Beatrice Maria De Santis, 22 anni, di Calimera; Francesca Di Pietro, 33 anni, di Taranto; Andrea Stefania Durante, 29 anni, di Melendugno; Clara Evangelio, 22 anni, di Melendugno; Marina Angela Ferrari, 41 anni, di Lecce; Andrea Ferrari, 44 anni, di Lecce; Simone Fina, 26 anni, di Melendugno; Paolo Fiore, 33 anni, di Leverano; Sabine Giese, 54 anni, di Piacenza; Mauro Greco, 53 anni, di Melendugno; Patrizia Greco, 64 anni, di Lecce; Walter Legittimo, 31 anni, di Lecce; Elena Lorenzo, 29 anni, di Lizzanello; Giuseppina Margherito, 39 anni, di Brindisi; Alessandro Martella, 33 anni, di Lecce; Aurora Mingiano, 29 anni, di Lizzanello; Ivan Mirto, 50 anni, di Martano; Giacomo Montefusco, 32 anni, di Martano; Federico Oliva, 28 anni, di Trepuzzi; Riccardo Palma, 22 anni, di Carpignano Salentino; Massimo Passamani, 47 anni, di Rovereto (Trento); Giulio Patarnello, 25 anni, di Lequile; Saverio Pellegrino, 53 anni, di Lecce; Alice Persano, 32 anni, di Longiano (Forlì); Andrea Pizzuto, 21 anni, di Borgagne; Giuliana Ratano, 34 anni, di Lecce; Ferruccio Rizzo, 32 anni, di Lecce; Luca Romeo, 40 anni, di Melendugno; Lucia Sampere, 31 anni, di Alessano; Francesco Serafini, 40 anni, di Melendugno; Silvia Spadina, 21 anni, di Verona; Antonia Tommasi, 57 anni, di San Foca; Anna Maria Vergari, 61 anni, di Soleto. 

Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati, proporre approfondimenti di indagine o presentare memorie difensive. Alla fine la Procura deciderà se, ed eventualmente per chi, chiedere il rinvio a giudizo.

 
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Martedì 11 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 12-06-2019 17:17