Ortopedico accusato di abusi sulle pazienti: chiesto il rinvio a giudizio

Ortopedico accusato di abusi sulle pazienti: chiesto il rinvio a giudizio
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Martedì 12 Aprile 2022, 20:10 - Ultimo aggiornamento: 21:27

La Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per Sergio Cosi, l'ortopedico salentino di 66 anni, originario di Tricase, agli arresti domiciliari dallo scorso novembre con l'accusa di aver abusato di otto pazienti mentre era in servizio nel suo studio, in una clinica privata di Casarano, tra gennaio e settembre dello scorso anno.

L'inchiesta partita da una denuncia

L'udienza preliminare si terrà il prossimo 5 maggio. L'inchiesta condotta dai carabinieri è partita dalla denuncia di una delle vittime, una donna di 51 anni di Casarano che - assistita dall’avvocato Attilio De Marco - ha raccontato di avere subito abusi sessuali durante la visita medica: «Provo un senso di vergogna ed una sensazione di schifo», le sue parole. «Quel giorno della visita non vedevo l’ora di andarmene dallo studio del dottore». Gli episodi contestati sono stati accertati attraverso i filmati registrati dalle microtelecamere installate dai carabinieri nello studio medico dell’indagato. Da qui le accuse di palpeggiamenti in zone del corpo non interessate alle visite, l’uso di uno spray per affievolire la volontà delle vittime e commenti di compiacimento sessuale. Il medico è difeso dagli avvocati Luigi Covella e Stefano Bortone.

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Il racconto choc di una delle vittime

La donna si è presentata in caserma, ancora terrorizzata, raccontando ai carabinieri l’assurda vicenda di cui era stata, suo malgrado, protagonista. Il suo racconto, così come formalizzato nella denuncia, è agghiacciante: a seguito di un problema fisico, si era recata dal medico e, in occasione di un controllo, a cui la donna si era anche presentata con il marito, aveva subito gli abusi. Il medico l’avrebbe fatta distendere sul lettino e le avrebbe nebulizzato sul viso qualcosa, probabilmente con l’intento di stordirla dato che la donna, da quel momento, ha iniziato a sentirsi «stordita». Dopo aver spostato la mascherina fino a coprirle gli occhi, avrebbe iniziato una manipolazione concentrandosi, però, sulla bocca piuttosto che sulla parte da curare. A un certo punto, avrebbe iniziato a palpeggiarla e, secondo quanto messo nero su bianco nella denuncia, oltre a compiere un atto sessuale, avrebbe anche espresso a voce la volontà di fare sesso. A questo punto, quando la visita si era già protratta per un tempo inusuale, il marito della donna, insospettito, ha iniziato a chiamarla sul cellulare per sapere se andasse tutto bene. E solo allora la vittima ha trovato il coraggio di alzarsi dal lettino e uscire dallo studio sconvolta, senza nemmeno ritirare la ricevuta della parcella. A casa ha trovato conforto in un’amica, che l’ha supportata nella decisione di denunciare. Dalle indagini sono poi emersi gli altri casi analoghi ai danni di altre ignare pazienti.

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