Presidenza del Tribunale: a Lecce il Consiglio di Stato azzera la nomina di Tanisi

Il consiglio di Stato ha accolto il ricorso del contendente alla presidenza Silvestrini

Presidenza del Tribunale: a Lecce il Consiglio di Stato azzera la nomina di Tanisi
di Erasmo MARINAZZO
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Martedì 17 Agosto 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:52

Azzerata la nomina del presidente del Tribunale di Lecce.

La sentenza del Consiglio di Stato

I giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato hanno accolto il ricorso presentato da Alessandro Silvestrini, presidente della sezione commerciale della Corte d’Appello, per chiedere l’annullamento della sentenza di aprile corso del Tar Lazio. Se quella sentenza aveva respinto l’istanza di annullamento della decisione del Csm di consegnare la presidenza del Tribunale nelle mani di Roberto Tanisi, il provvedimento pubblicato ieri sposa le ragioni del ricorrente: Tanisi non avrebbe dovuto convocare la seduta con cui il consiglio giudiziario della Corte d’Appello di Lecce fornì il parere attitudinale su Silvestrini. Tanto perché la firma di Tanisi sulla convocazione fu apposta il 9 maggio del 2019, lo stesso giorno in cui il Csm lo informò del provvedimento di decadenza da presidente della Corte d’Appello e dunque anche da presidente del consiglio giudiziario.
Si parla per questo di obbligo di astensione per non incorrere in una situazione di conflitto di interessi, nella sentenza pubblicata ieri mattina dal Consiglio di Stato (presidente Giuseppe Severini, estensore Giovanni Grasso, consiglieri Fabio Franconiero, Federico Di Matteo e Stefano Fantini). Non è stato presa in considerazione - come invece avevano fatto i giudici del Tar Lazio - la circostanza che Tanisi convocò quella seduta del consiglio giudiziario nelle prime ore del 9 maggio, prima di ricevere la comunicazione del Csm della nomina a presidente della Corte d’Appello di Lanfranco Vetrone. Che lasciò l’ufficio appena ricevuta la comunicazione e che non partecipò alla seduta sulla valutazione delle attitudini del collega Silvestrini a ricoprire la funzione di capo di un ufficio direttivo.

Ora incarico ad un presidente vicario

Da oggi, dunque, il Tribunale di Lecce sarò diretto da un presidente vicario come lo è stato per tutto l’anno e mezzo di vacanza fra le dimissioni di Francesco Giardino e la nomina di Tanisi a luglio dell’anno scorso. Chi dovrà rivestire la carica di presidente effettivo lo stabilirà in seguito il Csm con criteri che potrebbero sia tenere in considerazione le indicazioni del Consiglio di Stato (già valutate in sede di prima nomina), che mantenere il punto oppure stabilire una nuova comparazione fra i due candidati. Ancora più incerto il futuro professionale di Roberto Tanisi, anche alla luce dei ruoli di presidente di sezione già assegnati o in corso di assegnazione con le nuove tabelle e la riorganizzazione figlie della sua gestione.
Una questione procedurale, un vizio formale quindi, e non di merito, ha causato questo nuovo terremoto ai vertici del Palazzo di Giustizia di viale Michele De Pietro. Una questione di importanza primaria, sostiene la sentenza: «In tale prospettiva, non può non essere stigmatizzato l’obiettivo “cortocircuito” creatosi, in una situazione in cui il presidente de facto del consiglio giudiziario abbia finito per sollecitare la trattazione di valutazioni e la redazione del parere sulla propria persona, senza astenersi», una parte della motivazione. «Invero, l’art. 6-bis della legge sull’azione amministrativa (n. 241 del 1990) – con norma di portata generale in quanto applicabile ad ogni procedimento amministrativo (cfr. art. 1, comma 1, ad finem) e dunque anche a quelli di amministrazione della giurisdizione – preclude, in presenza di situazioni di conflitto di interessi «anche potenziale», l’adozione di ogni atto, ivi compresi gli «atti endoprocedimentali», nel cui novero sono per loro natura ricompresi gli atti di impulso (cfr. art. 2, comma 1) e quelli di designazione a fini istruttori (arg. ex art. 5, comma 1)».
Silvestrini è assistito dall’avvocato Gianluigi Pellegrino, Tanisi da Aristide Police.

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