Covid e posti letto, ora scatta l'allarme: oltre 1.600 ricoverati in Puglia. Dea e Fazzi verso l'esaurimento

Sabato 21 Novembre 2020 di Maddalena MONGIò

Aumentano, e anche in maniera considerevole, i ricoverati, passati a 1.610, ben 86 in più rispetto a 24 ore prima. E gli ospedali Covid finiscono sotto pressione, al punto da far scattare l'allarme per l'esaurimento dei posti letto, come è avvenuto nel Salento. Un quadro che non lascia ben sperare, anche alla luce dell numero degli attuali positivi che, in Puglia, sfiora quota 30mila.

Ospedali Covid sotto pressione, si diceva, e nelle ultime ore faro acceso sulle residenze per anziani dopo i due focolai che si sono sviluppati nelle Rssa Marangi di Lecce e Padre Pio da Petralcina a San Pietro in Lama. Va detto che i complessivi 26 contagi sono emersi nell'attività di screening di routine a riprova che testare non è una prassi inutile.


Ma intanto l'attenzione della direzione generale della Asl di Lecce è tutta per i posti letto Covid. Al Dea di Lecce ci sono 44 degenti in Pneumologia Covid quindi anche il modulo da 20 che è stato aperto al quarto piano si sta riempiendo. Nel reparto di Malattie infettive del Fazzi ci sono 36 ricoverati con una disponibilità, a ieri, di soli 4 posti letto. A Galatina sono ricoverati in 28 nel reparto Infettivi che quindi comincia ad avviarsi al tutto pieno, 13 sono ricoverati in Medicina Covid che ha una capienza di 20 posti letto complessivi e 4 sono in corsie di altri reparti Covid. I pazienti Covid che hanno bisogno della terapia intensiva sono ricoverati al Dea e ieri ce n'erano 17, ma qui il problema dello spazio non c'è perché ci sono 40 posti già allestiti al piano terra e 16 al quarto piano. Il problema, semmai, è per gli anestesisti che certamente non sono in numero sufficiente per coprire tutti questi posti letto: il rapporto è di un medico ogni 5 pazienti. Per questo la Asl ha pubblicato un avviso pubblico riservato ai medici già specializzati che stanno partecipando al concorso bandito per assumere 10 anestesisti, ma sicuramente Asl Lecce ne recluterà almeno 25, oltre ad un certo numero di specializzandi che stanno partecipando al concorso. Con l'avviso la Asl ha dato possibilità ai candidati del concorso, che hanno superato la prova scritta, di sottoscrivere un contratto a tempo determinato in attesa della conclusione delle prove concorsuali. Una mossa che racconta come la Asl si stia preparando a scenari anche più complicati rispetto al momento attuale.


Rimane il nodo Galatina che deve mettere in campo 120 posti letto, ma ancora non ci sono e soprattutto non si vede all'orizzonte la possibilità di installazione a stretto giro dei previsti 12 posti letto di terapia intensiva e dei 22 di terapia semi-intensiva. Una carenza grave che costringe al trasferimento dei pazienti con insufficienza respiratoria, anche intubati, come è accaduto nella notte di martedì. Eppure con la mappa della rete ospedaliera Covid, disegnata dalla Regione lo scorso luglio, tutto sembrava pianificato. Nel Salento non passò la destinazione a ospedale Covid di San Cesario e la motivazione ufficiale fu che l'ipotesi era stata bocciata a Roma perché ritenuta non adeguata a dare una risposta celere al ritorno della pandemia in autunno. Proprio per questo fu deciso di destinare a questa missione Galatina. La Regione, lunedì scorso, ha chiesto alla Asl salentina di accelerare sulla conversione di Galatina e di dedicare l'intero Dea al Covid. Una scelta inaspettata perché sinora il Dea non è mai stato incluso in nessuno dei piani ospedalieri Covid. Galatina deve destinare al Covid 120 posti letto, il Dea ha una capienza di 330 per un totale di 450 posti letti, ma entro il 30 novembre la Asl deve renderne disponibili 380. A questo punto si profila un interrogativo: è cambiata nuovamente la previsione della Regione o il direttore del Dipartimento della Salute, Vito Montanaro, ha chiesto l'impegno del Dea per coprire la falla aperta dai ritardi su Galatina?

Ultimo aggiornamento: 20:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA