Polveri sottili oltre i limiti nelle centraline comunali: allerta inquinamento a Lecce

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Francesca SOZZO

Non saranno dati ufficiali ma di certo spingono ad una riflessione. Le 5 centraline per il monitoraggio ambientale, inserite nel progetto sperimentale Too(l)Smart, infatti hanno registrato diversi sforamenti di PM10 negli ultimi mesi a Lecce, con picchi che arrivano oltre la soglia del 50 µg/m³ (microgrammo per metro cubo) da non superarsi per più di 35 giorni all'anno. Le centraline, installate sul Liceo Scientifico Statale Cosimo De Giorgi (sede succursale), Palazzo Carafa, 5° Circolo Livio Tempesta, Istituto Tecnico Professionale A. De Pace (sede succursale) e Istituto Galilei-Costa monitorano la qualità dell'aria tenendo conto di diversi fattori: particolato, temperatura, pressione, umidità, velocità e direzione del vento, quantità di pioggia. «I dati ambientali resi disponibili in ambito di questo progetto sono sperimentali e non ufficiali, ma rientrano nella più ampia logica di monitoraggio ambientale diffuso applicato ad un contesto di Smart City» ribadiscono da Palazzo Carafa. Resta da comprendere a cosa siano dovuti gli sforamenti.


La centralina posizionata sulla scuola Livio Tempesta di sforamenti ne ha registrati eccome: nel mese di febbraio non sono poche le concentrazioni di Pm presenti nell'aria che superano la soglia in alcuni casi anche nelle serali a differenza di quanto si possa immaginare legando l'inquinamento alla presenza del traffico. Il 3 febbraio, con livelli che raggiungono quasi il 75 µg/m³ alle 00.45, o il 26 febbraio con picchi altissimi. Tra la notte del 25 e del 26 febbraio anche la centralina posizionata sull'istituto Costa segna lo stesso parametro sempre in orari notturni. L'andamento cambia se si analizzano gli andamenti della concentrazione di PM10 registrate dalla centralina Tool(s)mart posizionata su Palazzo Carafa. I giorni con maggiore concentrazione di PM10 nell'aria sono il 12 dicembre e il 23 con picchi che oltrepassano non di poco il limite di 50. Tuttavia è proprio la centralina di Palazzo Carafa che registra, nei giorni successivi e nell'ultimo mese, i dati più bassi con una qualità dell'aria decisamente migliore, forse dovuta alla poca presenza di auto in centro storico.
Quattro, 22, 24 e 26 i giorni da maglia nera per l'aria registrati dalla centralina installata sul professionale De Pace.


Dall'ufficiosità ai dati ufficiali: quelli registrati da Arpa Puglia. L'agenzia regionale per l'Ambiente ha infatti registrato nei primi due mesi dell'anno 4 giornate di sforamento al mese registrate dalle due centraline presenti in città, quella in piazza Libertini e l'altra in via Garigliano, nella zona di Santa Rosa. Le stesse che rispetto al 2019 hanno registrato un aumento di sforamenti. Nel 2019 in piazza Libertini gli sforamenti sono stati 6, mentre nel 2020 sono arrivati a 10. In via Garigliano, invece, più del doppio, passate cioè da 5 a 12 in un anno. La norma prevede che per far scattare dei provvedimenti di limitazione al traffico veicolare si debbano superare 35 giorni all'anno per poter parlare di inquinamento e correre ai ripari.


Le centraline Tool(s)mart come detto non restituiscono dati ufficiali tali da poter essere allarmanti o meno, l'obiettico del progetto come più volte ribadito dall'amministrazione comunale è quello di monitorare l'ambiente e continuare a sensibilizzare la comunità, con particolare riferimento alle nuove generazioni e alle comunità scolastiche, ad un utilizzo sempre più consapevole e sostenibile delle risorse ambientali e, come si legge sul portale, rendere la comunità locale parte attiva per l'ampliamento dei punti di monitoraggio e la creazione di App civiche.

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