Poliziotti leccesi aiutano una clochard a partorire in piazza San Pietro

Giovedì 21 Gennaio 2016 di Maria Grazia MACI

Tre “angeli in divisa” hanno salvato la vita di una neonata che rischiava di morire di freddo a pochi passi da piazza San Pietro a Roma. Sono Salvatore Vitale, Maria Capone e Paolo Corciulo, i due poliziotti in servizio alla Questura di Lecce e al lavoro nella Capitale come aggregati in occasione del Giubileo. Lei invece, leccese d'origine ma in servizio da anni alla Questura di Cosenza.

La piccola, battezzata Irene, è la figlia di due clochard: alle due della notte di martedì, quando il termometro segnava zero gradi, è venuta alla luce sul marciapiede in piazza Pio XII e se non fosse stato per l’aiuto di un gruppo di poliziotti il suo destino sarebbe stato ben diverso.

All’arrivo dell’assistente capo Vitale e della collega Maria Capone, Irene era appena nata: con il cordone ombelicale ancora attaccato alla madre, una 37enne romena, era adagiata su vecchi cartoni e coperte con il rischio concreto di morire assiderata.

«Quando sono arrivata ho visto la testa della bambina e poco dopo mi sono resa conto che era nata. Poi abbiamo solo cercato di tenerla al caldo. Era infreddolita per via della temperatura ma quando le ho toccato il viso e ha cominciato a piangere mi sono tranquillizzata», ha raccontato la poliziotta dell’Ispettorato Vaticano.

Provvidenziale è stato l’intervento del poliziotto salentino: «È stata una cosa improvvisa. Ho visto che la bimba era diventata cianotica, ho tolto l'imbottitura di pile della mia giacca e l'ho avvolta. A quel punto si è un po' ripresa e ci siamo rincuorati». E così Vitale, insieme ai colleghi che sono sopraggiunti nel frattempo, hanno assistito la mamma, tenendo in caldo la piccola fino all’arrivo dell’ambulanza del 118.

Oggi Irene, che pesa 2,9 kg, è in buona salute e si trova ricoverata insieme alla madre nell’ospedale Santo Spirito di Roma in attesa di trovare un tetto dove vivere. Ieri mattina, Vitale, Corciulo e gli altri poliziotti che hanno salvato Irene, hanno fatto visita alla piccola in ospedale. «La neo-mamma ci ha riconosciuti e ci ha sorriso - hanno raccontato con un pizzico di commozione ai giornalisti i due agenti leccesi - non parla bene l’italiano ma a noi basta così. E' stato un bel modo di cominciare la giornata».

La storia della piccola Irene e dei suoi “salvatori in divisa” ha colpito anche Papa Francesco che ha offerto alla sua famiglia ospitalità nella casa delle suore di Madre Teresa a Primavalle per tramite del suo elemosiniere Padre Konrad Krajewsk che ha incontrato la coppia. Il padre di Irene, connazionale della mamma, ha riferito di aver chiesto più volte aiuto nell’ultima fase della gravidanza senza riuscirci: la presenza dei poliziotti nel perimetro della piazza è stato un piccolo miracolo.

Ultimo aggiornamento: 15:06