Politiche, gli esclusi nel Salento: fuori Leo, Maraschio e Fiore

Politiche, gli esclusi nel Salento: fuori Leo, Maraschio e Fiore
di Maurizio TARANTINO
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Giovedì 29 Settembre 2022, 09:57 - Ultimo aggiornamento: 11:16

Sconfitti ma non finiti. È il mantra dei candidati usciti malconci dalle Politiche dello scorso 25 settembre, abbattuti dal fiume di voti a vantaggio del centrodestra salentino. La speranza di raggiungere il Parlamento si è tramutata in una cocente delusione, come dimostra la cartina dei collegi uninominali della Puglia tutta colorata di blu.

Certo la sconfitta va analizzata, sminuzzata nelle sue componenti e può avere anche una sfaccettatura positiva, almeno a sentire alcuni dei caduti sul campo di questa battaglia elettorale, provati da uno tsunami elettorale di rare proporzioni, a partire dai due salentini che sono in giunta con Michele Emiliano.

L'analisi

Sebastiano Leo, assessore alla Formazione, candidato alla Camera per la coalizione del centrosinistra nel collegio uninominale di Lecce, ricorda come, in ogni caso, abbia ottenuto 45.219 voti e che con il 25,67% si conferma il dato migliore in Puglia. Conclusione? Il civismo, grande intuizione di Emiliano, non è morto. «Non posso comunque fare a meno di evidenziare che abbiamo perso - spiega Leo -, ha perso il progetto del centrosinistra anche se, come più volte ho detto anche in campagna elettorale, è stata una competizione che non ha permesso un vero confronto con i nostri avversari locali: gli elettori si sono affidati in molti casi ad una scelta sui simboli e sui leader nazionali. Mi attendono, ci attendono, ancora tante sfide, e, come ho sempre fatto, prima di compiere ogni scelta, ricorderò a me stesso che il bene comune è il fine da perseguire e per questo mi auguro che il nuovo Governo porrà come priorità soluzioni reali per le aziende e i cittadini che non sono più in grado di sostenere gli effetti della crisi energetica ed economica». La volontà insomma di non abbandonare il campo ma di ripartire ancora con più slancio, motivati ancora di più dopo l'esito del voto.

Se Sparta piange, Atene non ride: dal punto di vista della sinistra, nel cuore di un partito strutturato, il risultato del collegio parla altrettanto chiaro come sottolinea Anna Grazia Maraschio, anche lei assessore regionale in quota Sinistra italiana, candidata sempre alla Camera ma nel collegio uninominale di Galatina. Più di 42mila voti, in un piazzamento al secondo posto davanti ai 5 Stelle. «Sappiamo da dove ripartire. Dalla stima, dall'amicizia, dalla determinazione e dalla voglia di fare - osserva -, di una nuova generazione di amministratori, di cui il nostro territorio, per fortuna, è pieno. Dalla forza dei volontari, degli attivisti e dei semplici cittadini che ci hanno seguito in ogni appuntamento. Da un lavoro in Regione Puglia sui temi dell'ambiente, della tutela del paesaggio, dell'energia pulita che con ancora più forza devo, e dobbiamo portare avanti».

Proposito che il segretario provinciale del partito, Danilo Scorrano, sottoscrive, chiedendo però un atto di coraggio. «C'è bisogno urgente di un esame di coscienza all'interno del centrosinistra - puntualizza - e sulle parole d'ordine su cui puntare per una opposizione di qualità, che ponga le basi per una proposta di governo, che risponda ai crescenti bisogni, ai crescenti disagi, alla crescente disparità sociale e che affronti il futuro con lo sguardo rivolto a chi rischia di affogare nel mare della disperazione». Parole di attenzione anche per chi ha offerto una candidatura di servizio, pur sapendo di essere destinato a non ottenere il risultato sperato. «Pierpaolo Patti ha saputo raccogliere in città e nel resto del collegio un ottimo risultato - conclude Scorrano-, anche qui grazie al suo impegno giornaliero, alla sua disponibilità e competenza, al suo parlare e intervenire dopo aver studiato e consultato gli atti, prassi necessaria, ma sempre più rara, purtroppo. A giorni ci sarà una assemblea aperta del partito, non solo per analizzare il voto, ma per avviare sul territorio una vera e propria azione di recupero di chi si è rifugiato nell'astensione».

Esperienza bellissima, non per i voti (8.908 preferenze pari al 5,04%) ma per il contatto con la gente quella di Ada Fiore, candidata del Terzo polo con Calenda alla Camera (collegio uninominale di Galatina), tanto da spingerla a continuare il dialogo nelle agorà salentine nei prossimi mesi. «È stato un viaggio che ci ha permesso di seminare tantissimo in queste poche settimane. Nessuno ha voluto incontrare le persone, parlare dei problemi come abbiamo fatto noi - precisa -. Eppure c'è chi vuole ascoltare, capire, presentare i propri problemi. Invece i candidati da tanti anni sono sempre gli stessi, fanno una giravolta e poi ritornano a presentarsi. In questa Puglia devastata dal governo regionale e da una destra sempiterna, il voto di protesta è stato chiaro. Adesso tocca a noi ripartire, ricominciando a dialogare sui problemi, dallo spopolamento al lavoro. Solo così riusciremo a essere nuovamente credibili».

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