Poli: «Forza Italia rispetti la dignità sua e del mio nome»

Poli: «Forza Italia rispetti la dignità sua e del mio nome»
I giorni trascorrono. Inesorabilmente. Ma la matassa del centrodestra resta ancora piuttosto aggrovigliata. Mentre il centrosinistra è pronto a suonare le trombe e a chiamare alle armi uomini e donne della coalizione per sostenere il candidato sindaco Carlo Salvemini, sull'altra sponda regnano ancora confusione e incertezza.
Il via libera del tavolo regionale alle primarie ha spiazzato Forza Italia, il partito che per primo ha lanciato in pista la candidatura a sindaco di Adriana Poli Bortone. Gli spifferi fuori e dentro le segreterie parlano di un graduale scivolamento degli azzurri verso le posizioni degli alleati di coalizione, Direzione Italia, Lega e Fratelli d'Italia.
Ma è un percorso maledettamente complicato. Chiudere la porta in faccia alla lady di ferro - che nel frattempo ha detto di essere pronta ad andare avanti con civiche e movimenti - e fare finta di nulla non è affatto semplice. Lo sanno bene in via Gentile, al quartier generale degli azzurri.
«Se Forza Italia dovesse ripensarci sarebbe una mancanza di rispetto della dignità e del partito che rappresento oltre che della persona che ha indicato per la candidatura a sindaco»: questo il messaggio della Poli rispondendo alle domande del direttore di Telerama, Giuseppe Vernaleone, durante la trasmissione Talk Sciò andata in onda ieri. Netta e tagliente, come suo solito. Prima di ripetere che «non penso possano esserci partiti che non sanno essere coerenti, perché debbono rispettare la dignità del nome che hanno fatto e la dignità del partito che ha deciso di intraprendere quella strada».
In caso contrario, ha aggiunto la senatrice, «comincerei ad avere qualche dubbio sulle regole di un partito e sui comportamenti delle persone, specialmente quando nulla si chiede, e sulla scarsa credibilità di organismi che non hanno nessuna possibilità di fare scelte autonome». Chiaro il riferimento al direttivo di Forza Italia del 14 gennaio che indicò la senatrice leccese quale candidato sindaco per Palazzo Carafa. «Se le altre forze politiche non intendono dire perché non vogliono il candidato di Forza Italia è una loro responsabilità», avverte l'ex parlamentare leccese.
Bocche cucite dai vertici regionali. «Non ci sono novità - taglia corto Mauro D'Attis, coordinatore regionale degli azzurri - e aspettiamo. Ad ogni buon conto la riflessione è nelle mani soprattutto delle segreterie locali». Come dire: decidano nel partito a Lecce, non ci saranno ingerenze da Bari.
Passano le ore ma Forza Italia resta ad un bivio: mollare Adriana Poli Bortone e ricompattare la coalizione aprendo il partito alle primarie, oppure continuare a sostenere la senatrice cercando una strada alternativa. Gli azzurri cercano una exit strategy, una soluzione indolore per evitare di restare schiacciati tra i due fuochi. E' una partita a scacchi, perché nessuno intende assumersi la responsabilità di rompere lo schieramento di centrodestra. Direzione Italia, Lega e Fratelli d'Italia provano ad attendere qualche giorno ancora per far sedere al tavolo delle primarie anche Forza Italia. Ma fino a quando?
Una vicenda che rischia di assumere toni grotteschi e che come ha sottolineato il dirigente di Forza Italia, Paolo Pagliaro - sta diventando «patetica ed antipatica». Un'altra stilettata tutta interna agli Azzurri.
«Le Primarie incalza Pagliaro - le avremmo anche noi valutate di buon grado se fossero state regolamentate per legge ma così no, così sono una pantomima, non possiamo farci mettere all'angolo da eventuali vecchi giochini di potere. Chi fa nel nostro interno valutazioni diverse, a margine di queste riflessioni, significa che non ha a cuore le sorti di Forza Italia e del centrodestra tutto. La dignità e l'onore lo abbiamo già sacrificato con le scelte delle candidature alle politiche in cui nessuno ha richiesto le primarie e siamo andati con lealtà con altri amici di coalizione perdendo malgrado l'unità. Forza Italia è stata sacrificata perdendo percentuali enormi di voti ed oggi dovrebbe esser risarcita per poter avere almeno una presenza istituzionale con la nostra candidatura che, inevitabilmente, porterà il centrodestra alla vittoria contro la sinistra.
Da qui l'invito al presidente Silvio Berlusconi a mettere ordine, come si dice in questi casi, alla disputa. «Adriana Poli Bortone, profilo benvisto e apprezzato anche da tante liste civiche, rappresenta il lusso della politica non solo leccese ma anche nazionale - conclude Pagliaro - e per questi motivi chiedo l'intervento del Presidente Silvio Berlusconi che sempre ha stimato e voluto Adriana in modo da mettere un punto a questa vicenda».
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Sabato 9 Febbraio 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:55