Lecce, più spazio all’aperto causa covid. Ma è slalom tra tavolini e sedie

Lecce, più spazio all’aperto causa covid. Ma è slalom tra tavolini e sedie
di Francesca SOZZO
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Martedì 2 Novembre 2021, 07:47 - Ultimo aggiornamento: 15:08

Ben venga la ripartenza. Si è desiderata a lungo, dopo i mesi di pandemia, e così è stato. L’allentamento delle misure covid, dopo la campagna vaccinale, ha restituito a tutti la possibilità di vivere la città con più tranquillità (senza tuttavia mai abbassare la guardia). Ma se da un lato si è tornati a vivere pranzi, cene e aperitivi nel cuore della città, dall’altro restano purtroppo delle “criticità”. Il covid infatti ha concesso a titolari di locali pubblici, a Lecce come altrove, soprattutto a chi non aveva sufficiente spazio interno, di chiedere maggiore spazio per la sistemazione di tavolini e sedie per consentire alla propria clientela di cenare o pranzare in tutta sicurezza e a dovuta distanza.

I disagi

L’ampliamento delle metrature dell’occupazione del suolo pubblico però ha creato, in qualche caso, una vera e propria invasione di spazi cittadini, a cominciare dai marciapiedi. Tanto che il proliferare di aree esterne (dehors, se volete), pedane e ombrelloni hanno preso possesso di spazi pubblici. Strisce blu, per esempio. 
E in una Lecce dal parcheggio impossibile è un aspetto da non sottovalutare, soprattutto se unito ad altri fattori: 1.772 i posti auto persi in 13 anni vuoi per cantieri, per la segnaletica, per i percorsi ciclabili ma anche per gazebo e tavolini dei locali, appunto. 
Ma se il problema fosse solo il posto auto, sarebbe poco il male considerato che chi frequenta la città ci ha ormai fatto l’abitudine: girare alla ricerca di un parcheggio è da mettere in conto, se non dare per scontato.
Diverso è se tavoli, tavolini, sedie, ombrelloni impediscono il passaggio pedonale (figurarsi quello dei disabili), con i frequentatori della città costretti a slalom tra i commensali. Un tempo il problema era quello delle auto che passavano tra i turisti seduti a pranzo all’ombra del barocco. Ma pedonalizzato il centro storico e con la movida che si espande in altre zone della città (e il covid che ci ha messo lo zampino), il problema ora si presenta (almeno temporaneamente) per chi passeggia a piedi.

Zona Obelisco

Nella zona dell’Obelisco e di viale Taranto è un percorso a ostacoli. I numerosi locali sorti nella zona (alcuni da anni) hanno “monopolizzato” i marciapiedi. Su viale Calasso i tavolini di un locale sono posizionati a ridosso della discesa per disabili realizzata sul marciapiede. Chi si trova in zona è costretto a passare tra la gente seduta fuori a cena oppure scendere dal marciapiede e occupare la strada passando a ridosso delle auto parcheggiate. E se a passare dovesse essere un anziano o una famiglia con passeggino? E un disabile che si vede occupata l’unica strada che può percorrere? 
Su via Taranto un locale ha sistemato i tavoli per la cena su tutto il marciapiede (ad angolo) impedendo di fatto il passaggio dei pedoni. E c’è anche chi, non solo ha occupato il marciapiede limitando lo spazio dei tavolini con delle vetrate amovibili, ma ha anche affisso sui vetri degli adesivi che “vietano” il passaggio tra i tavoli e invitano i pedoni a passare sulla destra - sulla sede stradale - anch’essa occupata da panche e fioriere. 

Piazza Mazzini


Altra zona, altre difficoltà. La zona di piazza Mazzini non è immune all’invasione di dehors e pedane. Anche se a pagare il prezzo più alto sono per la maggior parte gli automobilisti. Dehors “giganti” che diventano quasi un’altra sala per i locali ormai la fanno da padrone nelle strade cittadine. Con un “aggravante”: ad alcuni locali è stato concesso non solo l’occupazione del suolo stradale e conseguenti stalli blu tolti alle auto, ma tanti hanno il permesso di sistemare anche dei tavolini sul marciapiede a ridosso delle vetrine dei locali. E il pedone? Dovrà nuovamente passare in mezzo ai clienti del bar-ristorante schivando camerieri son vassoi in mano e clienti in attesa di un posto a sedere.

Bari


A Bari il sindaco Decaro ha scritto la parola fine alla proroga concessa ai titolari di locali che non avendo molto spazio all’interno hanno chiesto - causa covid - di poter lavorare all’esterno del locale. Il motivo? «C’é il rischio che con l’arrivo dell’inverno restassero inutilizzate» e poi avevano occupato lo spazio dei posti auto, in questo modo il primo cittadino ha deciso di favorire - dopo la ripresa del settore ristorazione - il percorso di veicoli e pedoni nelle vie dello shopping.
E a Lecce? La proroga scade il 31 dicembre. L’amministrazione comunale non ha ancora deciso il da farsi, ma non è escluso che con le misure covid, ben più moderate, la situazione non possa tornare alla normalità.

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