Tremila atleti salentini lasciati senza una pista: solo una funzionante in tutta la provincia

Mercoledì 17 Febbraio 2021 di Andrea TAFURO

Allarme rosso per l'impiantistica sportiva in provincia di Lecce. Poche risorse e troppi ostacoli nella crescita di un movimento obbligato a fare i conti con la carenza di strutture idonee ad ospitare gli oltre 3mila atleti salentini costretti ad allenarsi in campagna, nei boschi o per strada. Tra gli sport maggiormente penalizzati ci sarebbero il salto in alto e in lungo, lancio del martello, del disco e del giavellotto. Al momento infatti in provincia di Lecce solo il campo Montefusco del centro Coni del capoluogo è in grado di ospitare competizioni ufficiali organizzate dalla Federazione italiana di atletica leggera. Le restanti cinque strutture sono inagibili o da tempo in fase di ristrutturazione. Criticità queste sollevate con un report dettagliato dal fiduciario provinciale dei giudici di gara, Angelo Gianfreda, e condiviso dal presidente della Fidal-Lecce, Sergio Perchia. «La situazione degli impianti di atletica leggera nella nostra provincia è disastrosa. Opere incompiute o con scarsa manutenzione, o addirittura oggetto di inspiegabili errori, nonostante un gran lavoro di mediazione operato da Fidal Puglia», scrive Gianfreda, che poi passa ad elencare le condizioni in cui versano le strutture provinciali. «Su sei centri presenti, attualmente l'unico impianto in cui si pratica l'attività ufficiale è il Montefusco di Lecce, dove l'impianto a 6 corsie, richiede di sistemare la pista e le pedane».


Poi quasi nulla da nord a sud della provincia. «Il polivalente Colitta di Galatone creato come centro sportivo comprendente anche una piscina, con pista di atletica, pedane per i lanci e buca per il salto in lungo e il salto triplo - spiega Gianfreda - è in una situazione fatiscente, con la pista da sistemare completamente vista la scarsa manutenzione operata da decenni a questa parte. A Tricase il San Vito, nato per il calcio, ma con tutte le attrezzature adeguate per l'atletica, ha il grande difetto della pista più corta dei regolamentari 400 metri ed è quindi inutilizzabile. Al Tamborrino Frisari di Maglie, l'amministrazione comunale ha provveduto a sistemare la pista per gli allenamenti, ma ci sono ancora degli interventi da fare prima di renderla utilizzabile ufficialmente, mentre al Vittorio di Trepuzzi sono cresciute le radici sotto la pista, rendendola definitivamente inutilizzabile. Per concludere questa triste analisi il campo di Taviano, uno degli enigmi sportivi più intricati. Costato 3 milioni di euro è abbandonato, per un contezioso tra Comune e Provincia, senza mai essere stato inaugurato dal lontano 2004».


Grido d'allarme condiviso dal presidente provinciale della Fidal, Sergio Perchia nella sua relazione di fine mandato. Nel ricordare le difficoltà riscontrate nel periodo pre-pandemia per organizzare competizioni ufficiali, il neo consigliere regionale ha puntato il dito sulla scarsa attenzione riservata all'atletica leggera da sponsor e amministrazioni comunali. «Negli anni abbiamo riscontrato poco interesse verso il nostro sport. Non voglio entrare nel merito delle scelte delle amministrazioni comunali ma quel che traspare è una scarsa volontà di investire nell'atletica - continua rammaricato Perchia - eppure in provincia di Lecce esistono ben 54 società di atletica leggera di cui circa 40 impegnate nelle attività su pista. I ragazzi molto spesso sono costretti a correre su strada o in campagna, con attrezzi di fortuna per poter allenare la loro specialità. Un solo centro idoneo in tutta la provincia penalizza la crescita del movimento, scarsamente appetibile tra i giovani che non vedono opportunità di crescita. Occorre quindi un'inversione di tendenza ribadisce Perchia - che porti all'adeguamento e alla funzionalità di altre 2 o 3 strutture, necessarie per accogliere in sicurezza gli oltre 3mila tesserati leccesi». Report che ora passa nelle mani delle pubbliche amministrazioni chiamate ad intervenire per rilanciare un'attività sportiva che negli ultimi anni, nonostante difficoltà, carenze di fondi e d'impiantistica, è riuscita a portare sul gradino più alto del podio nazionale gli atleti del salto triplo Daniele Greco e Francesca Lanciano.

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