Cade il vincolo, salvo il Piano delle coste: quattro lidi al Pizzo dell'Aspide

Domenica 29 Novembre 2020 di Giuseppe TARANTINO

Salve le previsioni del Piano delle Coste di Nardò per il Pizzo dell'Aspide: il Tar ha fatto decadere il vincolo archeologico e si potranno realizzare i quattro stabilimenti balneari previsti dal Piano. La Soprintendenza Archeologica, con il vincolo imposto a giugno dello scorso anno sul Pizzo dell'Aspide, in seguito ad alcuni importanti ritrovamenti risalenti all'Età del Bronzo, aveva drasticamente ridimensionato le previsioni turistiche della pianificazione costiera neretina tra Santa Caterina e Santa Maria al Bagno, mettendo in difficoltà lo stesso Comune di Nardò che proprio sul Pizzo dell'Aspide, la lingua di scoglio confine ideale tra le due marine neritine, aveva già concluso quattro gare pubbliche per l'assegnazione di quattro lotti sui quali il Pcc prevede la possibilità di realizzare stabilimenti balneari.


Ora il Tribunale amministrativo regionale di Lecce, accogliendo il ricorso di uno dei quattro concessionari dei lotti demaniali previsti dal Pcc (la società New Eden srl, rappresentata dall'avvocato Cristiana Giorgiani) ha invece annullato il Decreto del Segretario regionale della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Puglia del Ministero per i Beni e Attività Culturali, di dichiarazione di interesse culturale della penisola e tutti gli atti amministrativi conseguenti (anche quelli del Comune di Nardò che intendeva, al quel punto, negare la concessione demaniale) ripristinando quelle che erano e tornano ad essere le previsioni del Piano comunale delle coste del Comune di Nardò, approvato in via definitiva nel 2017.


La sentenza del Tar Lecce, quindi riapre la strada alla realizzazione sul Pizzo dell'Aspide e nelle immediate vicinanze degli stabilimenti balneari sui lotti demaniali concessi, oltre a New Eden srl(il Lotto 29, sul versante che guarda verso Santa Caterina), anche alla ditta Giorgio Benvenuto (il Lotto 30, sul versante che guarda a Santa Maria al Bagno), oltre agli altri due che venivano cancellati in seguito all'imposizione del vincolo sull'intera penisola dell'Aspide e aree limitrofe: il Lotto 28 (poco prima del Pizzo dell'Aspide, versante Santa Caterina)che è stato assegnato alla Selecta Eco Servizi srl e il Lotto 31 (sulla litoranea verso Santa Maria al Bagno, in corrispondenza della Rotonda prima del Grand Hotel Riviera), assegnato alla Cds Hotels spa.
Nessuno di questi aggiudicatari, però, e comunque non la società ricorrente, a febbraio del 2019 avrebbe ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale del Pizzo dell'Aspide, né dalla Soprintendenza né dal Comune di Nardò, non potendo, quindi partecipare al suddetto procedimento per interloquire con l'organo tutorio al fine di individuare una soluzione tecnica atta a salvaguardare i reperti archeologici e nel contempo l'investimento balneare programmato. Il tribunale amministrativo ha disposto il pagamento delle spese, per duemila euro a carico del Ministero delle Attività Culturali e per mille euro a carico del Comune di Nardò.

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