Cittadella della giustizia: si accelera sul progetto e bando a inizio 2022. Il pg Maruccia: "Faremo presto"

Martedì 30 Novembre 2021 di Erasmo MARINAZZO

Comincia a prendere forma la Cittadella della giustizia di Lecce. L’Agenzia del Demanio ha aggiudicato la progettazione ad un raggruppamento temporaneo di imprese che presenterà la prima bozza entro i primi giorni del prossimo anno. E nascerà seguendo i criteri di sostenibilità ambientale. L’ultima parola spetterà ai vertici degli uffici giudiziari leccesi sulla cubatura, la divisioni degli spazi, la contiguità degli stessi e sui servizi. Dettagli, visto che ogni ufficio ha già presentato una relazione per indicare i suoi fabbisogni. E poi il progetto diverrà definitivo e potrà essere messo a bando per individuare l’impresa, o il raggruppamento di imprese, che realizzerà la cittadella lungo la Lecce-Torre Chianca, sui terreni dove una volta c’era la custodia giudiziaria di veicoli gestita da Mauro Matarrelli e confiscati una volta diventata definitiva la condanna per associazione mafiosa. 

 

I tempi: chiusura del cantiere non prima del 2026


I tempi: non prima del 2026. Se n’è parlato ieri mattina nell’aula magna della Corte d’Appello di Lecce nell’incontro organizzato dal procuratore generale, Antonio Maruccia, e dal presidente Lanfranco Vetrone, con i vertici del ministero della Giustizia e del Demanio. «Nè Lecce, nè Bari e nemmeno Bologna accederanno ai fondi del Pnrr per realizzare le Cittadelle della Giustizia», ha spiegato il giudice Massimo Orlando, responsabile della Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie del ministero. «Sono opere incompatibili con il termine di fine lavori a marzo del 2026, previsto dal Pnrr. E poi sono opere già finanziate, 70 milioni di euro per Lecce, come noto. Tuttavia è stata approvata la norma prevista dal Pnrr, sull’appalto integrato: in caso di ricorso al Tar i lavori non vengono sospesi. In questo modo si abbreviano i tempi di realizzazione dell’opera».
La tempistica al centro dell’incontro a cui hanno partecipato anche il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Antonio De Mauro, ed il sottosegretario alla Giustizia, l’avvocato Francesco Paolo Sisto: «Il ministero c’è e dialoga con i territori e di luoghi. Seguiamo una logica del fare, un programma serrato. Auspico che anche per Lecce, come per Bari, sia previsto l’uso di prefabbricati con facciate termiche in linea con i criteri di sostenibilità ambientale. E non possiamo che auspicare tempi rapidi».
La domanda sul fine lavori è stata girata al direttore del Demanio, l’ingegnere Antonio Ottavio Ficchì. Che non si è sbilanciato ma ha dato appuntamento a breve per aggiornamenti: «Abbiamo affidato lo studio per avviare la progettazione sull’analisi dei fabbisogni comunicati dagli uffici giudiziari di Lecce», ha detto in premessa. «Se dovessero esserci modifiche le comunicheremo, siamo già al corrente che i terreni attigui a quello individuato sono stati assegnati al Comune. Tempistiche? Noi siamo molto seri. A questo riguardo attenderei l’output dello studio di fattibilità previsto ad inizio anno. Auspico un nuovo incontro per fare il punto e verificare l’eventuale aggiornamenti dei fabbisogni degli uffici e per comunicare il cronoprogramma».
A breve, dunque, saranno chiarite anche quali eventuali variazioni urbanistiche dovrà adottare il Comune di Lecce per rendere funzionale la Cittadella della Giustizia: «Pieno e convinto sostegno, il nostro», ha sottolineato il sindaco Salvemini. «Condividiamo le necessità, gli studi e gli inquadramenti urbanistici di questo progetto assolutamente fondamentale per il funzionamento della giustizia nel nostro territorio».
Il dibattito si è poi concentrato sull’opportunità o meno di prevedere nella nuova Cittadella della Giustizia il Tribunale dei minorenni ora che diventerà Tribunale della Famiglia. E la Procura generale di Taranto. Alla fine si è optato per non chiedere modifiche al progetto in corso di definizione. 

 

Il pg Maruccia: "Il primo obiettivo è fare presto"

Un ruolo importante, in questi ultimi mesi, è stato svolto dal Procuratore generale Antonio Maruccia, che dopo il tavolo di ieri ha tirato le somme: "La priorità è fare presto e non interporre ostacoli all’iter che abbiamo avviato tre anni fa con la sottoscrizione del protocollo con il ministero della Giustizia. Peraltro per il Tribunale della Famiglia mancano ancora i decreti attuativi e ci sono opinioni divergenti nella magistratura e fra gli addetti ai lavori più in generale sulla possibilità che possa essere accorpato al Tribunale ordinario anche alla luce del fatto che il nostro ordinamento preveda tutele per i minori anche sotto il profilo della logistica. Per quanto riguarda il distaccamento di Taranto della Procura generale parliamo di soli tre magistrati e dunque non vedo perché non possano essere facilmente accorpati nei nuovi uffici della Cittadella». E lo stesso Maruccia è entrato nel capitolo spinoso dei tempi: "Dovremo pazientare ancora qualche settimana e poi torneremo a riunirci per fare il punto sul progetto e stilare un cronoprogramma. Certo, allo stato attuale della procedura non si possono fare previsioni, prendiamo atto tuttavia del ritmo impresso all’iter da quando è stato stanziato il finanziamento di 70 milioni di euro. Siamo ottimisti, Lecce avrà la sua Cittadella della Giustizia".

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