Osservatorio Antifascista Il centrodestra non ci sta. E scoppia il caso politico

Sabato 13 Luglio 2019 di Paola COLACI
«Un Osservatorio contro il neofascismo a Palazzo dei Celestini? Minerva pensi piuttosto al degrado di strade e scuole, trasporti e ai rifiuti. Ma anche agli estremismi della sinistra». Partiti e movimenti di centrodestra non ci stanno. E scendono in campo contro la decisione della Provincia di Lecce di dare vita a Palazzo dei Celestini a un Osservatorio per il contrasto alla proliferazione del fenomeno neofascista. Ma Pd, centrosinistra e movimenti studenteschi blindano l'operato del presidente e passano al contrattacco: «Minerva alla guida dell'ente da soli 8 mesi, i disastri a cui si riferisce il centrodestra sono imputabili a chi lo ha preceduto. Prima di cadere nel benaltrismo di bassa lega, Signore e Poli chiariscano le ragioni del no ad una iniziativa che mira ad attuare uno dei principi fondanti la nostra Carta Costituzionale». Ed è già polemica politica. All'indomani della firma del protocollo d'intesa tra la Provincia, Anpi, Arci, Libera, Link, Unione degli Studenti e Studenti indipendenti che ha sancito la nascita dell'Osservatorio avviando un monitoraggio costante contro ogni forma di fenomeno neofascista e xenofo, la prima ad accendere la miccia delle polemiche è stata la senatrice Adriana Poli Bortone. «Il giovane neo presidente della provincia di Lecce riesce finalmente ad esprimere il massimo delle sue capacità gestionali e creative mettendo in piedi un osservatorio a 80 anni dalla scomparsa del fascismo ha attaccato l'ex sindaco e attuale consigliera comunale - Eppure fra scuole in degrado, strade dissestate e piene di rifiuti, trasporti pressoché inesistenti, avrebbe ben altri argomenti attraverso cui tentare di dare risposte al territorio. Potrebbe persino interessarsi di fare un bando democratico e quindi anti fascista ma anche anti comunista, per l'affidamento delle Officine Knos. Sarà così?». Stesse sollecitazioni che aveva mosso nella giornata di ieri Azione studentesca Lecce.
Pierpaolo Signore, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, fa invece ricorso alla memoria. E ricorda a Minerva che negli ultimi cinque anni in Provincia non si è mai verificato alcun episodio a sfondo neofascista. «Ricordo, piuttosto insiste Signore - numerosi episodi antidemocratici di violenza, inciviltà, intolleranza, avvenuti anche di recente ad opera di ambienti dell'ultra sinistra e dei centri sociali. La realtà è che questa iniziativa, che denota un approccio ideologico vetero-comunista, resterà fine a se stessa e non andrà oltre la propaganda politica di una certa sinistra che, in mancanza di contenuti e di sostanza, puntualmente tira fuori dal cilindro il mostro dell'antifascismo». Per parte sua, il centrosinistra scende in campo a difesa di Minerva. E blinda l'iniziativa della Provincia: «La segreteria provinciale del Partito Democratico è e sarà sempre dalla parte di chi sostiene e promuove i valori fondamentali cui si ispira la Costituzione italiana. Ecco perché non comprendiamo i motivi che hanno spinto il centrodestra a criticare la nascita di un Osservatorio provinciale per contrastare ogni manifestazione di apologia del fascismo, nonché di propaganda e di discriminazione razziale. Si tratta di argomenti che dovrebbero vederci tutti dalla stessa parte», fa sapere il segretario provinciale Ippazio Morciano. Per Salvatore Piconese, coordinatore provinciale di Articolo Uno, l'Osservatorio rappresenta una necessità a tutela della democrazia mentre i Giovani Democratici rilanciano e contrattaccano: «Oggi più che mai appare opportuno non abbassare la guardia sui fenomeni di emulazione di vicende e argomenti che vorremmo restassero sui libri di storia e mai più sui quotidiani di attualità. Invece di cadere nel catastrofismo, speriamo che la destra approfondisca meglio le questioni e osservi il lavoro che la Provincia e il centrosinistra stanno portando avanti. Scoprirebbero di aver preso una cantonata pazzesca». A scendere in campo, infine, è anche l'Udu che, per voce del portavoce Lorenzo D'Amico, si chiede: «Come mai le medesime figure che oggi si spendono contro un'idea, siano invece risultate silenti quando due studenti dell'ateneo salentino sono risultati indagati dalla Procura di Bari per gli scontri avvenuti il 21 settembre. Fra le accuse, lo ricordiamo, spiccano le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista e attuazione di metodo squadrista come strumento di partecipazione politica». © RIPRODUZIONE RISERVATA