«Ospedali Covid, lavori in ritardo»: allarme nel Salento. Nuove terapie intensive solo a gennaio

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Maddalena MONGIò

Ospedali salentini in ritardo per la nuova fase Covid: il potenziamento delle terapie intensive non sarà pronto per novembre e le previsioni non potranno essere rispettate. Di più: non c'è una tempistica certa. Né per la trasformazione del Fazzi di Lecce, né per il potenziamento del Santa Caterina Novella di Galatina.

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Le risorse statali, destinate ai lavori negli ospedali, sono gestite dal commissario straordinario Domenico Arcuri che solo venerdì scorso ha nominato sub commissario per la Regione, Michele Emiliano. Risultato: le procedure - verifiche, progettazione e relativi lavori per le nuove terapie intenstive - non sono potute partire per tempo. Tutto fermo, finora. O quasi.
Con lo slittamento della fase di potenziamento, dunque, gli ospedali potranno contare solo sulle terapie intensive esistenti. Per quelli, appunto, dove è già presente e operativa la terapia intensiva: Fazzi, Casarano, Scorrano, Gallipoli. Lì aggiungere i posti letto, con gli spazi già disponibili, non sarà particolarmente complicato. Più difficile l'attivazione di nuovi posti letto di terapia intenstiva dove non era presente una rianimazione e dove occorre una progettazione ad hoc: a Copertino, ma soprattutto a Galatina destinata a diventare un polo Covid seconda solo al capoluogo.


In Asl, a Lecce, si prova a fare il punto della situazione. Non mancano le ombre, ma è sulla capitale - e dunque sul Governo - che si scaricano le colpe delle lungaggini che certo non aiutano in una fase dove bisognerebbe agire in fretta. «La Regione ha elaborato un piano dice Rodolfo Rollo, direttore generale - che prevede il potenziamento delle rianimazioni e la dotazione di posti letto di sub-intensiva nella cosiddetta area medica. Ma per questo servono i fondi statali affidati dal punto di vista gestionale, per tutti gli ospedali italiani, al commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri. E tra questi anche gli oltre 90 milioni destinati agli ospedali pugliesi tra cui ci sono i 14 milioni destinati all'Asl Lecce. Venerdì scorso il commissario Arcuri - dice Rollo - ha individuato dei sub commissari e per la Puglia il presidente Emiliano. Gli enti attuatori del piano sono solo le Asl. Nel frattempo il commissario Arcuri ha fatto un bando nazionale per le opere di ingegneria con lotti divisi per Regioni».


E qui potrebbe esserci un primo problema sulla tempistica che nella sede di via Miglietta non nascondono certo. «Siccome non dispongo di ingegneri progettisti - aggiunge il dg Rollo - mi riservo di chiedere interventi di progettazione. A Galatina, in particolare, si tratta di un intervento particolarmente complesso per allestire un reparto ad alta intensità. Ora la Regione ci dirà come individuare il progettista, capire che tempi ci sono per la progettazione e poi serviranno 60 giorni per i lavori. Lì dove non ci sarà bisogno di una progettazione accederemo a una gara unica nazionale per acquistare le attrezzature necessarie».


In pratica, se tutto andasse per il verso giusto le nuove terapie intensive ci saranno non prima di gennaio: una stima sui tempi confermata dagli stessi addetti ai lavori.
Ma per i posti letto, anch'essi previsti nel piano, Rollo dà garanzie: «Nel frattempo, procedo con il cronoprogramma. Abbiamo da temp attivato i primi 20 posti di Malattie infettive a Lecce, ed entro la fine della settimana conto di rendere operativi altri 22 posti di Malattie infettive sempre a Lecce e la prossima settimana prevediamo di smontare, per così dire, Pneumologia generale per riconvertirla in Pneumologia Covid e in questo modo avremo 60 posti letto disponibili al Fazzi. A Galatina, 12 posti letto di Malattie infettive ci sono già. Sto preparando la nota per attivare quindici posti letto di Lungodegenza post Covid e a questo punto abbiamo disponibile un numero di posti letto importante, per questa ondata».


Fortunatamente l'aumento dei contagi non ha visto un incremento dei ricoveri e, quindi, il sistema regge, ma con l'arrivo dell'inverno la situazione potrebbe richiedere più posti per il Covid. I dati sono aggiornati e, per così dire, sono confortanti. Al momento in ospedale sono solo 16 i ricoverati Covid: 15 al Fazzi e 1 a Galatina a fronte di 173 malati contagiati, 27 in più rispetto al 10 ottobre scorso che costituisce l'ultimo rilevamento d'insieme.
Certo, per completare il puzzle sarà importante il trasferimento dell'area chirurgica dal corpo centrale del Fazzi, al Dea. Nelle intenzioni di Rollo, una volta attivato in modo definitivo il nuovo ospedale, Emodinamica sarà trasferita anche se rimarrà al Fazzi una sala angiografica a disposizione dell'area Covid in caso di problemi cardiaci per i pazienti positivi.


Dalla direzione generale spiegano che si sta lavorando senza soste per completare l'iter amministrativo che deve culminare con l'autorizzazione al trasferimento dei reparti da parte della Regione. E garantiscono che, non appena ci sarà l'ok dei tecnici nominati da Bari, il trasferimento dei reparti potrà avvenire in temp brevi. In questi mesi, infatti, è stato fatto il lavoro preparatorio per pianificare il trasloco, compresa la formazione del personale.


Una prima prova di funzionamento c'è stata in primavera quando il Dea del Fazzi è stato destinato alla cura dei malati Covid più gravi (i casi meno gravi erano destinati al Santa Caterina Novella di Galatina). In quell'occasione sono entrati in funzione il Pronto soccorso che ancora è aperto (in pratica al momento sono gestite due postazioni), la Rianimazione, la Pneumologia e la Cardiologia (reparti aperti solo per il Covid e che non saranno riaperti quando si trasferiranno tutti i reparti perché l'area medica rimarrà nel corpo centrale del Fazzi). Se il via libera al trasferimento arriverà nei primi giorni della prossima settimana, a quel punto ci sarà da mettere a punto il lavoro delicato e impegnativo dello spostamento dei pazienti.

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