Traffico di migranti: 47 arresti tra Italia e Albania, le indagini da Lecce. In campo Antimafia e Antiterrorismo: tariffe fino a 10mila euro, coinvolti anche 4 baresi

Vasta operazione della Finanza contro l'immigrazione clandestina: colpito il centro europeo dello sfruttamento
Vasta operazione della Finanza contro l'immigrazione clandestina: ​colpito il centro europeo dello sfruttamento
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 19 Gennaio 2022, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 07:14

Maxi operazione contro il traffico illecito di migranti: colpito il centro europeo dello sfruttamento organizzato dell'immigrazione clandestina, arresti anche all'estero. In totale 47 arresti, 22 in Italia e 25 in Albania: sono accusate di fare parte di un'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dall'immigrazione clandestina, aggravato dalla transnazionalità. Coinvolti anche quattro baresi. Tra i principali esponenti del gruppo anche Majid Muhamad, 52enne residente nel capoluogo pugliese: sarebbe a capo dell'organizzazione barese che avrebbe gestito un lucroso traffico, ricavando mediamente 6mila euro da ogni migrante per l'ultimo tratto dalla Grecia e dall'Albania, e fino a 8mila per viaggi ancora più lunghi.

Sarebbe stato il suo gruppo a dare sostegno agli scafisti, ospitandoli in alberghi di Bari, per poi agevolare il viaggio di ritorno verso Grecia e Turchia. Nell'inchiesta sono finiti anche altri tre stranieri che vivono a Bari: Irakli Khurtsidze, 34enne, Mariami Nishnianidze, 22enne, entrambi georgiano, nonché Barzan Abdoulrahman Muhammed Amin, 29enne iracheno. 

Video

In azione Antimafia e antiterrorismo

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce e lo S.C.I.C.O. di Roma, in collaborazione con la Polizia greca e albanese, diretti dalla Procura della Repubblica di Lecce, con il coordinamento di Eurojust, Europol, S.C.I.P. e della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, sono stati impegnati in una vasta operazione contro il traffico illecito di migranti.

Le indagini, durate più di un anno, hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario in ordine all’esistenza di un’organizzazione criminosa unitaria operante in più territori, articolata in quattro cellule criminali composte da cittadini stranieri in prevalenza siriani, volta al conseguimento di ingenti profitti derivanti dalla gestione dell’illecita attività di trasferimento di migranti, provenienti da varie parti del mondo, attraverso i territori della Turchia, della Grecia e dell’Albania verso le coste salentine e da qui verso altri paesi europei, loro destinazione finale.

Quattro gruppi

Uno dei due gruppi presenti in Italia provvedeva al trasferimento nel territorio italiano ed europeo di migranti irregolari prevalentemente di etnia arabo-siriana. Il secondo gruppo presente in Italia, diretto dal cittadino iracheno Majid Muhamad residente in Bari, provvedeva al recupero dei presunti scafisti nei pressi del luogo di approdo sulle coste salentine, consentendo a questi ultimi di sottrarsi all’arresto agevolando il loro trasferimento in Grecia e la prosecuzione del viaggio sino al rientro in Turchia.

In tal modo egli, unitamente agli altri partecipi, consentiva ai presunti “scafisti” di reiterare le condotte illecite e alle diverse cellule dell’organizzazione di continuare ad operare senza soluzione di continuità; provvedeva, altresì, a prestare attività di ausilio e supporto ai migranti giunti sul territorio salentino avviandoli verso le destinazioni finali.

Il terzo gruppo, presente in Albania, si occupava del trasferimento dei migranti giunti dalla Grecia nel paese delle Aquile, ove venivano imbarcati alla volta delle coste salentine; il quarto gruppo presente in Turchia provvedeva al trasferimento dei migranti irregolari provenienti da Paesi del Medio Oriente a bordo di imbarcazioni dirette verso le coste salentine e calabresi.

I flussi migratori

L’attenta analisi dei flussi migratori intercettati durante le indagini ha consentito di risalire al tragitto seguito dai migranti che, partiti dai paesi di origine, raggiungevano la Turchia e da lì intraprendevano il viaggio verso i paesi dell’Unione Europea lungo due direttrici: via mare, con partenza delle imbarcazioni dalla costa turca, ovvero, dopo aver raggiunto i rispettivi paesi, dalla Grecia e dall’Albania; lungo la cosiddetta “rotta balcanica” attraversando i vari Paesi con il supporto di una fitta rete di sodali ivi presenti.

Ha un malore nei campi, poi viene trovato morto in un casolare: mistero sul decesso di un 27enne

Migranti: al Cara di Bari 'lanterne verdi' per solidarietà

Trenta episodi delittuosi

Le indagini hanno consentito di appurare ben 30 episodi delittuosi, con l’accertamento dell’arrivo sul territorio nazionale di 1.120 migranti irregolari, la compiuta identificazione di 26 presunti scafisti, 8 dei quali arrestati in flagranza di reato (3 in Italia e 5 in Albania), e la denuncia di 52 persone, che allo stato, risultano coinvolte negli illeciti traffici. Si è altresì accertato che i migranti corrispondevano, su base fiduciaria, il prezzo del viaggio attraverso il cosiddetto sistema “Hawala” (detto metodo “Sarafi”): un vero e proprio sistema bancario abusivo di trasferimento di valori, basato su una vasta rete di mediatori localizzati in varie parti del territorio U.E. ed extra-U.E.

I nomi

I quattro capi: Majid Muhamad, 52enne, iracheno e residente a Bari; Alaa Qasim Rahima, 38 anni, iracheno, residente a Fossalta di Piave, in provincia di Venezia; Sultan Ahmed, 23enne, siriano, residente in Albania; Awat Abdalrahman Rahim Rahim, 47 anni, iracheno, residente in Turchia.

Gli altri: Omar Qasim Rahima, iracheno 31enne, domiciliato a Fossalta di Piave (Venezia); Faraidun Hama, 45enne iracheno, con residenza a Trani, sebbene domiciliato in Liguria; Kawa Jasim Mohammed Mohammed, 42enne iracheno, residente a Cremona; Konstantine Broladze, 34enne di Tbilisi (Georgia); Irakli Khurtsidze, 34enne georgiano, residente a Bari; Mariami Nishnianidze, 22enne georgiana, residente a Bari; Barzan Abdoulrahman Muhammed Amin, 29enne iracheno, con domicilio a Bari; Muhamad Seyha, 21enne siriano; Mohamad Malek Bakkour, siriano 34enne; Oleh Polovynka, ucraino 24enne; Oleksandr Vlaiku, 39enne ucraino; Viktor Markov, 41enne ucraino; Andrii Andrukhov, 29enne ucraino; Yahya Almury, 27enne siriano; Sagynbek Anarbek Uulu, 32enne del Kirghizistan; Kylymbek Nazarbek Uulu, 22enne, anch’egli kirghiso; Maksym Honcharenko, 28enne ucraino; Serhii Makohon, 28enne ucraino; Mohamed Abdessalem, 25enne siriano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA