Omicidio-suicidio, gli amici di Matteo: «Disponibile con tutti, un gesto inspiegabile»

Omicidio-suicidio, gli amici di Matteo: «Disponibile con tutti, un gesto inspiegabile»
di Andrea TAFURO
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Martedì 21 Giugno 2022, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 21:58

«Siamo sconvolti. Un gesto inspiegabile e inaspettato. Matteo si è sempre dimostrato un ragazzo perbene e disponibile in azienda e con i colleghi. Mai ci saremmo potuti aspettare una tragedia del genere». A tracciare il ricordo di Matteo Verdesca, il 38enne di Veglie, che nella notte tra sabato e domenica scorsa ha accoltellato a morte tra le mura domestiche la moglie Donatella Miccoli e poi si è tolto la vita, è Lucio Mello, titolare dell'azienda salentina di gestione del verde pubblico, presso cui il giovane da circa cinque anni lavorava come autista e giardiniere.

La descrizione dell'imprenditore è commossa, affranta, ma senza esitazione alcuna. «Matteo si è sempre dimostrato un dipendente affidabile, una persona a cui avrei affidato la mia famiglia o la mia azienda», dice Mello.

«Un ragazzo educato»

«Un ragazzo educato e puntuale sul posto di lavoro, che aveva conquistato la fiducia dei colleghi. Cosa sia successo nella sua mente è inspiegabile». Il 38enne viene descritto come un lavoratore corretto e attento ai rapporti umani. «Non ha mai litigato con un collega né mai lo abbiamo sentito alzare la voce o urlare improperi. Nelle attività, così come durante le cene aziendali o le giornate di formazione del personale era sempre attento e cordiale».

L'ultimo incrocio sul lavoro con Matteo venerdì scorso, ma l'episodio che il titolare ricorda risale al sabato precedente. «L'azienda era chiusa ma dovevamo andare a Galatina a recuperare un mezzo che sarebbe servito per la settimana successiva. Ho chiamato Matteo che era in casa con i bambini. In pochi minuti, dopo aver lasciato i figli al suocero, era qui. Durante il tragitto abbiamo notato anche un caseificio e per ringraziarlo dell'aiuto che mi stava dando fuori dal turno di lavoro, gli ho regalato dei formaggi. In quell'occasione Matteo mi aveva anche detto che sua moglie Donatella avrebbe molto gradito».

Pochi però gli accenni sulla famiglia durante il lavoro. «Sulla vita privata era molto riservato, non ha mai fatto menzione di eventuali problemi con la moglie, anzi a noi dava l'impressione di una famiglia serena. Poi però arrivano queste bruttissime notizie e ti cade il mondo addosso». Tragedie che sconvolgono, difficili anche da commentare. «Ieri mattina alla ripresa dei lavori ci siamo guardati tutti in faccia increduli per quanto accaduto. Alcuni colleghi hanno anche pianto», conclude Mello. A Veglie, città d'origine del 38enne, non c'è grande voglia di parlare tra chi lo conosceva. «Un ragazzo riservato ammette sottovoce un amico che non lasciava trasparire i suoi stati d'animo. Difficile giudicare la situazione familiare o eventuali gelosie, ma il legame con i suoi tre figli era molto forte». «Con la moglie spesso impegnata a lavoro - aggiunge un altro amico - era lui a portare e poi riprendere la figlia dalla scuola di danza. Era un bel ragazzo e dai modi educati».

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