Rinviati i funerali della coppia: l'autopsia proseguirà anche oggi. Si cercano indizi utili a inchiodare l'omicida

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Erasmo MARINAZZO

E' stata effettuata a Lecce e si è conclusa ieri sera la prima parte delle autopsie sui corpi di Daniele De Santis e Eleonora Manta, uccisi a colpi di coltello lunedì sera in un condominio di Lecce. Gli accertamenti medico-legali non sono terminati e proseguiranno oggi. Per questa ragione sono stati rinviati i loro funerali a Seclì, inizialmente previsti domani, assieme. «È stata un'aggressione anomala e cruenta, le famiglie non riescono a capire perché», dice all'Adnkronos il legale Mario Fazzini che ha partecipato agli accertamenti. «Erano due ragazzi normalissimi - aggiunge l'avvocato - e conducevano una vita tranquilla. Lei aveva da poco vinto il concorso come funzionaria dell'Inps. Le famiglie non riescono a farsene una ragione».

LE INDAGINI, LA PISTA, GLI INDIZI
Hanno accolto l'assassino in casa. Quel giovane con felpa nera e cappuccio calato e con guanti indossati che l'altro ieri sera ha dilaniato i corpi di Daniele De Santis e di Eleonora Manta a colpi di coltello da macellaio nascosto in uno zaino giallo. Il killer che si è introdotto con l'inganno nella casa al secondo piano del condominio al civico 2 di via Montello (fra il centro storico e la stazione ferroviaria) viene ricercato nella cerchia delle amicizie e delle conoscenze della giovane coppia salentina che in quell'appartamento si era trasferita proprio nella stessa giornata di lunedì. È italiano ed ha un nome: «Andrea, fermati», l'urlo sentito da alcuni abitanti di quella palazzina. L'ultimo soffio di vita di Eleonora che poco prima aveva gioito mandando alla madre di Daniele una foto della pizza appena sfornata e mangiata a cena.

Un fiume di sangue sulle scale, la richiesta di aiuto ai vicini: gli investigatori sulla scena del delitto
Daniele ed Eleonora hanno aperto la porta al loro assassino. I testimoni: «Killer in fuga con il coltello in mano. Indossava i guanti»

Una persona conosciuta, dunque, l'assassino. Ecco perché il procuratore capo Leonardo Leone de Castris ed il sostituto Maria Consolata Moschettini hanno chiesto nella stessa serata di lunedì la presenza del consulente informatico Silverio Greco: negli smartphone delle vittime si cercano messaggi, telefonate e contatti. Si cercano tracce dell'assassino per ricostruire l'identità. Che di tracce ne ha comunque lasciate: come il bigliettino intriso di sangue trovate nel piazzale del condominio. Le testimonianze di alcuni residenti che lo hanno visto uccidere Daniele e scappare. E le immagini degli impianti di videosorveglienza che lo hanno seguito fino al sottopasso di viale Rudiae: l'assassino è stato inquadrato dalle telecamere con il volto nascosto dal cappuccio, il coltello ancora in mano mentre dall'ampio cortile del condominio si è allontanato da via Mondello verso via Martiri d'Otranto e da lì verso piazzale Rudiae per dirigersi poi nel sottopasso. Quel filmato è nelle mani degli investigatori.

Si indaga per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione condotta dalla Procura con i carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di Lecce. Non fosse altro perché un coltello capace di procurare ferite così ampie e profonde non viene certo portato in giro abitualmente. Ed anche perché i guanti indossati dal sicario avranno avuto lo scopo di non lasciare impronte digitali. La famiglia di Daniele chiede giustizia e per questo ha dato incarico all'avvocato Mario Fazzini di seguire l'esito dell'inchiesta.

Quell'uomo, insomma, ha architettato un piano per ammazzare a coltellate Daniele De Santis, 33 anni, di Lecce, arbitro del campionato di serie C di calcio; e la compagna Eleonora Manta, 30 anni, di Seclì, laureata in Giurisprudenza e funzionaria della sede di Brindisi dell'Inps da qualche settimana. Perché uccidere quella giovane coppia? È solo una coincidenza che l'assassino si sia presentato in quella casa il primo giorno in cui è diventata il nido d'amore di quella giovane coppia? Si segue anche la pista passionale per dare risposta a questi dubbi e per chiarire la premeditazione. Per capire, ad esempio, se il killer avesse perso la testa per Eleonora e se la sua passione non fosse corrisposta.

L'unica certezza al momento è che fosse una persona conosciuta: per entrare in quel condominio è necessario farsi aprire il cancello elettrico pedonale. Ed in casa è entrato senza forzare la porta di ingresso. Le tracce di sangue trovate dai carabinieri, come anche le urla che hanno prima infastidito e poi allarmato i vicini, raccontano del litigio iniziato nell'appartamento al secondo piano appartenuto alla famiglia di Daniele. Eleonora la prima vittima: il suo corpo esanime è stato trovato appena fuori la porta di ingresso. Il compagno è morto fra il pianerottolo difronte e la scala che porta al primo piano, dove è stato trovato in una pozza di sangue e dove lo hanno visto morire accoltellato alcuni residenti, aggredito dall'uomo con il viso coperto dal cappuccio nero della felpa.

Intanto prosegue la caccia al killer: identificarlo dovrebbe essere ormai questione fatta. Trovarlo è un'altra storia.

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA