Una perizia psichiatrica per l'assassino di Eleonora e Daniele: due esperti valuteranno la capacità di intendere di Antonio De Marco

Venerdì 16 Ottobre 2020

Due psichiatri incontreranno in carcere l'autore reo confesso della mattanza dei due giovani fidanzati sorpresi in casa la sera del 21 settembre durante l'ora di cena. La difesa sta predisponendo per Antonio De Marco, 21 anni, di Casarano, tutti gli atti preparatori per chiedere una perizia sulle capacità di intendere e di volere al momento del fatto e dell'ideazione del piano dettagliato e complesso che lo ha visto uccidere con 75 coltellate l'arbitro di calcio Daniele De Santis, 33 anni, del posto, e la fidanzata Eleonora Manta, 33 anni, di Seclì.

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Nella giornata dell'altro ieri gli avvocati difensori Andrea Starace e Giovanni Bellisario hanno incontrato a Bari un docente universitario da affiancare allo psichiatra forense Elio Serra. È prevista una fase che precederà la richiesta da inoltrare al giudice del Tribunale di Lecce, Michele Toriello (sua la competenza perché segue la fase preliminare delle indagini) di tenere una perizia psichiatrica con la forma dell'incidente probatorio. Ossia con una consulenza estesa a tutte le parti come Procura, Tribunale e i genitori delle vittime ed un esame del consulente del Tribunale con la stessa valenza di una udienza dibattimentale.


I due esperti analizzeranno innanzitutto le 850 pagine del fascicolo dell'inchiesta condotta dal procuratore capo Leonardo Leone de Castris, con gli aggiunti Elsa Valeria Mignone e Guglielmo Cataldi, il sostituto Maria Consolata Moschettini ed i carabinieri del Nucleo investigativo, del Ros e della sezione Operativa della Compagnia di Lecce. Si prospettano, inoltre, incontri in carcere con De Marco per valutare il profilo della sua personalità e per stabilire se ci siano i presupposti per chiedere la perizia.
Dal momento del fermo della sera del 28 settembre, De Marco parla con gli psichiatri e gli psicologi del carcere, il cappellano, i familiari ed i difensori. Gli ultimi dialoghi hanno fatto continuare a crescere il sospetto che dietro l'immagine del bravo ragazzo che frequentava il secondo anno di Scienze infermieristiche all'ospedale Vito Fazzi di Lecce, si nascondesse il profilo di un serial killer: negli ultimi giorni De Marco ha raccontato di avere avuto istinti omicidi anche durante i turni in corsia del tirocinio di infermiere. Un sospetto cominciato a formarsi durante i sopralluoghi nella palazzina e nella casa di via Montello la sera della tragedia e che ha trovato ulteriori conferme negli interrogatori della sera del fermo e in quello di convalida dell'1 ottobre con il giudice Toriello. Tant'è che l'ordinanza parla di vittime scelte a caso e del pericolo che, se lasciato libero, l'indagato torni a colpire ancora senza una ragione.


Alla strage di via Montello manca un movente. E i punti oscuri sono ancora tanti, soprattutto per la fase preparatoria riportata nei cinque fogli di bloc notes persi dall'assassino durante la fuga. I familiari, il cappellano ed i difensori hanno invitato De Marco a dire tutta la verità. Intanto la perizia psichiatrica segue il suo corso.

Ultimo aggiornamento: 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA