Nuovi poveri: +40% in tre mesi. «Gente che ha perso il lavoro». I numeri utili per chiedere aiuto

Giovedì 28 Maggio 2020 di Serena COSTA
Dalla crisi sanitaria all'emergenza povertà: +40% le persone che in questi mesi di lockdown hanno fruito delle mense della Caritas diocesana di Lecce e +16% le famiglie seguite dall'Emporio della solidarietà della Comunità Emmanuel. Un vero e proprio balzo in avanti, che attesta come la chiusura forzata delle attività commerciali e di imprese, la lenta erogazione della cassa integrazione in deroga e il distanziamento sociale abbiano impedito anche solo di fare la spesa a chi fino ai primi di marzo riusciva a tirare a campare col proprio lavoro.

Un dato che è attestato anche dall'analisi di Coldiretti Puglia, che evidenzia come i nuovi poveri siano aumentati del 40% per effetto della crisi economica e sociale provocata dall'emergenza e dalla conseguente perdita di opportunità di lavoro. L'incremento si è verificato a tre mesi dall'inizio della pandemia, sulla base delle persone che da allora hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas e il Banco Alimentare, che registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto. Non a caso, il Decreto Rilancio ha previsto lo stanziamento aggiuntivo di 250 milioni di euro da destinare all'acquisto di cibo per le famiglie più bisognose.

Spiega don Nicola Macculi, direttore della Caritas diocesana di Lecce: «In questi ultimi 2 mesi, abbiamo registrato un aumento di richieste di aiuto del 40%, soprattutto da parte di persone che lavoravano in strutture come bar, pizzerie, condomini e mondo della ricettività turistica: all'improvviso si sono ritrovati senza un sostegno economico. Il Governo, col Decreto Rilancio, ha spento un po' di focolai con i voucher turismo, il bonus biciclette, il bonus Covid, i voucher babysitter, ma manca ancora un orizzonte chiaro di ripresa: il mondo del lavoro, a Lecce e provincia, è legato indissolubilmente al turismo, alla movida, alla ricettività e agli eventi, come sagre e spettacoli artistici musicali. Ma se non arrivano i turisti, molte di queste persone dovranno reinventarsi un lavoro. Servono risposte concrete».
Questa situazione ha messo a dura prova la macchina della solidarietà.

Lo racconta così Salvatore Esposito, coordinatore dell'Emporio della Solidarietà: «I primi giorni di chiusura c'è stato il panico: le persone ci chiamavano disperate. Abbiamo lavorato anche di domenica, perché alcune famiglie non avevano nemmeno il latte da dare per colazione ai propri bambini. Poi le cose sono andate migliorando, grazie all'intervento del Comune, della Caritas, ma anche alle donazioni. Dal primo marzo al 19 maggio, abbiamo servito 400 famiglie, che hanno ricevuto 3.122 spese certificate, hanno speso 71.728 punti, che equivalgono a 72.691 pezzi, per un totale di 36.969 chili di prodotti alimentari. L'incremento di famiglie aiutate corrisponde a un +16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma bisogna considerare che durante il lockdown la raccolta alimentare è scesa al 35% rispetto al 2019. Se prima raccoglievamo 10 tonnellate al mese di prodotto, in questi mesi siamo arrivati a 3,5 tonnellate. Fortunatamente, le grandi aziende ci hanno aiutato: la Princess di Foggia ha mandato quasi 50mila confezioni di pomodoro concentrato, poi sono arrivate 4 pedane di Grana Padano, il Banco alimentare di Taranto ha inviato un tir di latte e merendine, Quarta caffè ci ha donato 2 pedane di prodotti. Ma ora l'Emporio della solidarietà ha riaperto e dal 6 giugno riprendiamo le raccolte alimentari con tutti i volontari: ciò permetterà l'ingresso di 220 famiglie che sono già in graduatoria. Resta la necessità, però, di riprendere il tavolo sulle povertà con la regia della Prefettura».

Inoltre, dal 28 marzo, i volontari del Centro Operativo Comunale (Coc) di via Giurgola hanno consegnato oltre 1.500 pacchi alimentari, di cui 88 nell'ultima settimana. I cittadini in difficoltà possono contattare il centro di raccolta e distribuzione telefonando dalle 8 alle 13 ai numeri 0832/682040 0832/682464 0832/682468. © RIPRODUZIONE RISERVATA